Nell’arco il Trentino sforna campioni di livello mondiale

Pochi campioni hanno vinto tanto come quelli di Rovereto e dell’altopiano di Piné: Ruele e Ioriatti star “televisive”

TRENTO. Almeno una volta nella vita tutti hanno provato in qualche maniera a tirare con l’arco. Pochi riescono a farlo come i campioni Michele Frangilli e Marco Galiazzo, quasi nessuno sa che pochi in Italia hanno vinto quanto gli arcieri delle società di Rovereto e Piné. Il tiro con l’arco regala da qualche anno molte soddisfazioni alla Nazionale italiana in termini di medaglie olimpiche soprattutto in campo maschile per merito dei nomi appena citati. In Trentino la culla del tiro con l’arco giovanile è Rovereto. Sede stabile dei raduni della nazionale e dal 2013 sede anche del progetto Talenti 2020, questo sport deve una fetta della sua notorietà ai roveretani Mario Ruele e Cristina Ioriatti che negli anni ’90 furono protagonisti nel programma televisivo “Scommettiamo che…?” condotta su Rai Uno da Fabrizio Frizzi.

In tutta la provincia, invece, sono poco più di 400 i tiratori tesserati per una delle sei società presenti in Val di Non, Trento, Rovereto, Gardolo, Riva del Garda e Baselga di Pinè. Pur avendo a che fare con un numero non certo smisurato di atleti, riesce comunque a sfornare con regolarità ottimi atleti e, ogni tanto, anche qualche campione. Al punto che se dovessimo fare l’elenco dei titoli nazionali e internazionali collezionati dagli arcieri trentini, probabilmente non basterebbe questa pagina intera, ci limitiamo solo a ricordare che il club di Baselga di Pinè ha conquistato 218 titoli nazionali, quello di Rovereto 204, e citare i nomi delle quattro donne che hanno avuto l’onore di partecipare ai giochi olimpici e sono Cristina Ioriatti (Sidney 2000), Elena Tonetta (Pechino 2008), Gloria Filippi (vincitrice delle Olimpiadi giovanili di Singapore nel 2010) e Jessica Tomasi, che due anni fa ha fatto parte della selezione di Londra, mentre recentemente la federazione brasiliana ha incaricato Renzo Ruele di guidare la Nazionale verdeoro. Le ottime strutture locali hanno contribuito in questi anni all’organizzazione di diversi eventi internazionali: nel 2003 e 2005 a Cles si è svolta una tappa della Junior Cup Mondiale, a Rovereto nel 2004 si è svolto il Grand Prix Europeo, nel 2010 i campionati europei e nel 2013 la Coppa Europa per club.

Diviso in quattro discipline – tiro alla targa indoor e all’aperto, tiro di campagna e tiro 3D – e tre tipi di arco con cui centrare i bersagli (arco nudo, arco olimpico e compound) il tiro con l’arco è il più antico degli sport moderni e uno di pochi che non prevede la divisione tra normo dotati e non. Si tratta sicuramente di un’attività non violenta che trasmette il rispetto per l’avversario dove viene privilegiato soprattutto lo sviluppo dell’autocontrollo ed è dunque molto importante l’aspetto psicologico. Per riuscire in questo sport la chiave risiede nel mantenere concentrazione e nervi saldi per lungo tempo. Tra i benefici del tiro con l'arco c’è anche quello di aiutare a mantenere la forma fisica.

Per praticarlo è necessario effettuare un riscaldamento basato su esercizi di stretching, che aiutano la muscolatura a essere più elastica. Inoltre il tipo di esercizio sviluppa armonicamente i muscoli della parte superiore del corpo: le spalle, le braccia e il busto. L’approccio con i giovani avviene grazie alle attività nelle scuole e nelle società con dei corsi per neofiti, l’attività agonistica poi si snoda tra le competizioni di calendario, provinciale ed interregionale.

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