Ignazio Moser il Samurai: prima vittoria in Giappone

Il figlio del Checco ha rotto il ghiaccio anche tra i professionisti: «A chi la dedico? Alla mia ragazza Tamara e a mia mamma, le due donne che mi sopportano»

TRENTO. Ignazio Moser si è sbloccato. Arriva dal lontano Giappone la prima vittoria tra i professionisti (e stagionale) del 21enne figlio d'arte, che ieri ha trovato il giusto colpo di reni nella volata che ha deciso la Japan Sukukarace, corsa che ha visto al via anche alcuni atleti della Argos Shimano, squadra World Tour fresca di successo alla Vattenfall Cyclassics di Amburgo con lo sprinter tedesco John Degenkolb. Una vittoria cercata e voluta quella di Ignazio, che da quest'anno veste la maglia del Bmc Development Team, la seconda squadra della più nota Bmc Racing di Cadel Evans e Daniel Oss. «Sono veramente contento di essere riuscito a rompere finalmente il ghiaccio» scrive su twitter il giovane figlio del campionissimo Francesco Moser dopo aver preceduto allo sprint il compagno di squadra Arnaud Grand. «Non è stata una gara facile - aggiunge Ignazio, che abbiamo raggiunto telefonicamente in Giappone - perché eravamo solo in tre per squadra. Il mio compagno Tim Roe è stato bravissimo a tenere la corsa cucita fino alla fase finale. Voglio condividere questo successo con lui e tutta la squadra, con un pensiero particolare per Rik Verbrugghe, il nostro direttore sportivo, che ha sempre dimostrato una grande fiducia nei miei confronti. Sono contento di essere riuscito a ripagarla». Finalmente la vittoria, dunque, per Ignazio, che finora aveva faticato a mettersi in mostra, complici alcune noie fisiche. «Questo successo ci voleva - continua Ignazio - Era la gara della Shimano, il più grande evento ciclistico di tutto il Giappone. Un'intera settimana di gare, che si è chiusa oggi (ieri, ndr) con la corsa riservata ai professionisti. Al via eravamo in 250, tra cui anche i corridori della Argos Shimano. Siamo partiti puntando a giocarci le nostre chance in volata e… è andata bene». Nel decisivo sprint finale, Moser ha preceduto il compagno Arnaud Grand e un corridore svedere della Argos Shimano, tornando ad alzare le braccia al cielo dopo un lungo digiuno. «Sicuramente quest'anno avrei potuto fare qualcosa di più, ma ora mi sembra di pedalare bene e spero che questo risultato mi dia ulteriore morale e convinzione per puntare ad un bel finale di stagione - conclude Ignazio - Vorrei dedicare questa vittoria alla mia fidanzata Tamara e a mia mamma, le mie due donne, che non mi fanno mai mancare il loro sostegno e mi sopportano nei momenti più difficili». (l.f.)