GOVERNO

Fiducia della Camera a Conte, oggi la prova al Senato: astensione dell'Svp

In un clima da stadio, l’esecutivo sostenuto da M5s e Pd ottiene il via libera a Montecitorio con 343 sì. Il direttivo della Svp intanto ha ribadito la posizione assunta in precedenza di astenersi durante il voto di fiducia per il nuovo governo

LA DIRETTA DAL SENATO

ROMA. La prima fiducia al governo Conte bis arriva in una limpida giornata di settembre, senza alcun pericolo per i numeri in Aula (343 i voti favorevoli, 263 i contrari, 3 gli astenuti) ma con una protesta di piazza chiamata da Giorgia Meloni, con il sostegno di Matteo Salvini, che proprio fuori Montecitorio grida contro i «ladri di sovranità» e invoca «elezioni, subito». Un clima di scontro che dalle strade si riverbera fin dentro il Parlamento dove i due partiti all'opposizione scatenano la bagarre guadagnandosi anche l'espulsione di un deputato. E che finisce per provocare l'ira di Giuseppe Conte. Proprio lui che nonostante gli schiamazzi, fuori e dentro il Parlamento, si era presentato a chiedere la fiducia della Camera con un discorso di un’ora e mezzo, tra i più lunghi della storia della Repubblica, con il quale intendeva inaugurare una nuova stagione di pacatezza. Lui che aveva inserito nel suo discorso un richiamo a Giuseppe Saragat («Fate che il volto di questa Repubblica sia un volto umano») anche per rimarcare il cambiamento dei toni rispetto all'esperienza precedente, in occasione della replica si riprende la scena per una nuova e dura reprimenda dei metodi del Carroccio e del suo leader. «Io e tutti i miei ministri prendiamo il solenne impegno, oggi davanti a voi, a curare le parole, ad adoperare un lessico più consono e più rispettoso delle persone, della diversità delle idee. La lingua del governo sarà mite, l'azione non si misura con l'arroganza delle parole» aveva esordito in mattinata Giuseppe Conte. Poi nel pomeriggio, durante la replica, Conte, pesantemente attaccato da Lega e Fdi, cambia registro: sbotta e tuona soprattutto contro gli ex alleati. Rinfaccia alla Lega di aver avuto «reazioni emotive» e ceduto a «proclami», di essere «coerente» solo con le proprie «convenienze elettorali», rimprovera Matteo Salvini per le sue assenze ai Consigli europei. «Avete parlato di tradimento ma ripetere all'infinito queste parole non potrà cambiare la realtà dei fatti: questa è una grande mistificazione. Il fatto di pensare che una singola forza politica o addirittura il suo leader possa decidere ogni anno a suo piacimento o addirittura a suo arbitrio di poter portare il Paese alle elezioni è irresponsabile» dice all'ex vicepremier, con il volto teso e costretto a riprendere la parola tra mille interruzioni, urla da stadio, sfottò, applausi ironici, deputati leghisti che alzano la loro sedia al grido «poltrone!», «buffone», «venduto» e «elezioni».

Prima fiducia a Conte ma è bagarre in aula con Lega e FdI

Oggi la maggioranza alla prova del Senato, presente Salvini

Il direttivo della Svp ha ribadito ieri la posizione assunta in precedenza di astenersi durante il voto di fiducia per il nuovo governo. «Tutti i parlamentari si asterranno», comunica il partito. «Così viene meno la richiesta della capogruppo al Senato Julia Unterberger di poter votare per il governo», prosegue la nota. Come sottolinea il segretario Philipp Achammer, l'astensione dipende «dalle esperienze negative fatte con il Movimento 5 stelle», ma non significa di principio una posizione contro il governo. Cercheremo di volta in volta il confronto e parleremo con Conte in merito alla nostra collaborazione».

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