1 Maggio: anche Ermal Meta al Concertone di Roma

(ANSA) - ROMA, 24 APR - Ci sarà anche Ermal Meta al Concertone del Primo Maggio in piazza San Giovanni a Roma. Il cantautore, che ha vinto l'ultimo festival di Sanremo in coppia con Fabrizio Moro, presenterà in anteprima televisiva alcuni dei brani del nuovo album Non abbiamo armi. "Ciao ragazzi, sono molto felice di annunciarvi che ci sarò anche io nel cast del Primo Maggio di quest'anno - ha detto in un videomessaggio sui social -. Come l'anno scorso, anche quest'anno sono veramente onorato di farne parte. Ci vediamo in Piazza San Giovanni. A presto!". Nel cast della manifestazione, promossa da Cgil, Cisl e Uil e organizzata da iCompany, sono stati già annunciati Fatboy Slim, Max Gazzè & Form, Ermal Meta, Carmen Consoli, Sfera Ebbasta, Lo Stato Sociale, Cosmo, le Vibrazioni, Calibro 35, I Ministri, The...

Gallerie

1 Maggio: anche Ermal Meta al Concertone di Roma

(ANSA) - ROMA, 24 APR - Ci sarà anche Ermal Meta al Concertone del Primo Maggio in piazza San Giovanni a Roma. Il cantautore, che ha vinto l'ultimo festival di Sanremo in coppia con Fabrizio Moro, presenterà in anteprima televisiva alcuni dei brani del nuovo album Non abbiamo armi. "Ciao ragazzi, sono molto felice di annunciarvi che ci sarò anche io nel cast del Primo Maggio di quest'anno - ha detto in un videomessaggio sui social -. Come l'anno scorso, anche quest'anno sono veramente onorato di farne parte. Ci vediamo in Piazza San Giovanni. A presto!". Nel cast della manifestazione, promossa da Cgil, Cisl e Uil e organizzata da iCompany, sono stati già annunciati Fatboy Slim, Max Gazzè & Form, Ermal Meta, Carmen Consoli, Sfera Ebbasta, Lo Stato Sociale, Cosmo, le Vibrazioni, Calibro 35, I Ministri, The Zen Circus, Canova, Gemitaiz, Ultimo, Nitro, Achille Lauro e Boss Doms, Gazzelle, Francesca Michielin, Frah Quintale, Maria Antonietta, Galeffi, Mirkoeilcane, John De Leo, Willie Peyote, Wrongonyou, Dardust ft. Joan Thiele.

Festival Bellezza, Ivano Fossati fa rivivere Gaber

Ivano Fossati fa rivivere il talento e l'originalità di Giorgio Gaber, a quindici anni dalla sua scomparsa, in un evento unico, il 29 maggio al Festival della Bellezza di Verona, quest'anno dedicato alla canzone d'autore. Il genio di Gaber torna a vivere per una sera attraverso una speciale indagine su un artista che ha unito parole ironiche e poetiche, musica e interpretazione teatrale, che ha creato un genere a sé con l'invenzione del teatro-canzone. Al Teatro Romano per 'Gaber-Fossati. Canzone e Teatro Canzone', anche gli emozionanti contributi filmati del Signor G e i contrappunti del giornalista e conduttore televisivo Massimo Bernardini. "Confesso che di Gaber mi piace tutto, le canzoni, il teatro, la generosità, l'ironia, il genio. Sono convinto che sia stato un grande fin dal suo apparire e che non esistano due Gaber, uno legato alle canzoni degli anni Sessanta e un altro successivo, colto, riflessivo, impegnato" dice Fossati. Per ricordare Gaber e avvicinare le nuove generazioni al suo mondo unico, Fossati ha restaurato alcuni suoi capolavori con le attuali tecniche del suono, "una guida rapida come se dovessimo spiegare il Signor G a un alieno di passaggio sulla Terra" spiega. Ad aprire la raccolta un classico inedito, Le donne di ora, che Fossati ha scoperto, arrangiato e in cui ha suonato lui stesso i diversi strumenti sulla base ritmica originale. Promosso dal Comune di Verona e organizzato dall'associazione Idem con la direzione artistica di Alcide Marchioro, il Festival della Bellezza ha registrato nell'edizione 2017 oltre 50 mila presenze.

Bevilacqua la Masa, da 120 anni fucina giovani artisti

(di Roberto Nardi) (ANSA) - VENEZIA, 22 APR - La vista sui tetti di Venezia, su campanili che pare di poterli toccare, toglie il respiro, come gli oltre novanta gradini che portano agli atelier all'ultimo piano di palazzo Carminati, a san Stae. Ci lavorano sei giovani artisti scelti dalla Istituzione Fondazione Bevilacqua La Masa per la "residenza" di un anno. Altri sette hanno studio dall'altra parte di Venezia, in un'ala dell'ex convento di Cosma e Damiano, all'isola della Giudecca. Da una parte, in stanze restaurate che hanno visto all'opera Vedova o Tancredi, e prima Moggioli o Gino Rossi, si respirano le tendenze che guardano al concettuale, allo spiritualismo della natura o all'uso di tecnologie o mezzi meccanici per fare arte; dall'altra, è un vortice di colori, di tele, di disegni, di sculture a riempire le volte dell'antica dimora un tempo luogo di preghiera. Per i 13 under 30 del contemporaneo - un quattordicesimo ha rinunciato per motivi personali - l'appuntamento è a metà maggio con la mostra che presenterà al pubblico il frutto del loro agire sotto le ali storiche della Fondazione. Un anno fa sono stati scelti: Ruth Berarha, Jaspal Birdi, Oscar Isaias Contrera Rojas, Alessandro De Petre, Barbara De Vivi, Chiara Enzo, Marta Fassina, Giacomo Gerboni, Yimin He, Francesco Pozzato, Valentina Rosa, Sonia Veronese, Matteo Vettorello, Xhabir Xhimi Hoti. E' da 120 anni, dalla stesura del testamento fatta il 18 febbraio 1898 da Felicita Bevilacqua La Masa, che generazioni di giovani artisti si formano prima nelle sale-studio di Ca' Pesaro, poi a Palazzo Carminati e negli ultimi anni anche nei nuovi spazi della Giudecca. Curiosa storia quella dell'aristocratica, nata a Verona e sposa al generale Giuseppe La Masa, non particolarmente avvezza alla conoscenza delle arti visive, che nelle disposizioni testamentarie rivolge lo sguardo alle sorti dei giovani pittori, poveri o rifiutati dalla neonata Biennale, a cui destina l'uso, quale studi gratuiti o con un bassissimo affitto, dell'ultimo piano di Ca' Pesaro, lasciato in eredità al Comune di Venezia. Gli archivi datano 1901 le prime frequentazioni. A metà degli anni '20, il passaggio al poco lontano Carminati e infine anche all'ex convento. "E' uno spazio fantastico" dice Barbara mentre si muove, nello studio che si affaccia sul cortile dell'ex convento, tra dipinti saturi di colore che suggeriscono storie, "principi di narrazione", attraverso spunti disseminati nei quadri che portano alla mente frammenti di Tintoretto, di Gericault, di Rubens. Vicino c'è un artista messicano, più in là un albanese che confina con un cinese. Tutti sono rigorosamente domiciliati nella città metropolitana di Venezia o residenti in Veneto. Tanti hanno già al loro attivo mostre e premi e qualcuno non direbbe di no a un periodo più lungo della "residenza", che non prevede che lo studio diventi casa. Insomma, si lavora ma non si dorme. Ma nei fatti un anno è considerato sufficiente per aprirsi a nuove mete, a nuove strade. "Negli ultimi anni non abbiamo mai ricevuto richieste di rinnovo per un altro anno. Il periodo è considerato sufficiente" spiegano i curatori Stefano Cecchetto e Stefano Coletto. Sono finiti i tempi di artisti che rimanevano negli atelier per anni, con il record di Juti Ravenna titolare dello studio dal 1923 al 1948. Non è cambiato, invece, quel senso di comunità, di appartenenza. Al Carminati, si mangia e ci si confronta attorno a una grande tavola, in attesa anche dell'arrivo di curatori o galleristi. La Bevilacqua La Masa, che lungo la sua storia centenaria ha passato varie fasi di governance sotto l'egida del Comune, insomma, non ha perso di vista la sua vocazione dedicata "alla promozione della produzione artistica dei giovani, alla loro formazione e al confronto con il mercato dell'arte", come ha ricordato il presidente Bruno Bernardi.(ANSA).

Cinema:Favino apre Bif&st,a Sanremo mostrato tutto me stesso

BARI - "Io penso sia stato il festival" di Sanremo "a far parlare di Pierfrancesco Favino", e "mi sono reso conto che c'erano tante cose che sapevo di poter fare e che non avevo mai mostrato". Favino, attore che ha aperto la nona edizione del Bif&st, il Bari international film festival, ne ha parlato con i giornalisti a margine della sua lezione di cinema. "Non credo - ha aggiunto - a quel vittimismo che porta l'attore a dire ma come mai le persone non vedono questo. Le persone vedono ciò che tu fai vedere di te". Quindi Sanremo, ha rilevato, "è stata una esperienza e un'occasione molto giocosa di essere me stesso con un raggio più ampio". "Sanremo - ha sottolineato Favino - mi ha dato una grande opportunità", che è "soprattutto quella di arrivare a un pubblico che forse non va al cinema e quindi, magari, di riuscire a portarlo al cinema domani". Tra il cinema hollywoodiano e italiano, Favino vede una differenza "di scala, fondamentalmente", perché il "cinema hollywoodiano muove economicamente tanto nel mondo, vende dappertutto nel mondo", mentre "il cinema italiano lo faceva un tempo e adesso non riesce più tanto, anche perché tutto il mondo si è uniformato all'idea che il linguaggio sia quello del cinema americano". "In realtà - ha rilevato - se vediamo quelle che sono ultimamente le proposte, non c'è una ricchezza enorme dal punto di vista di storia, anzi. C'è un momento di crisi importante da questo punto di vista nel cinema americano". "Io - ha aggiunto - sono sempre più convinto del fatto che sono stato chiamato lì in quanto italiano, perché porto qualcosa di culturalmente diverso". E le "varie piattaforme, anche americane, che stanno in questo momento producendo - ha proseguito - sono ben attente ad accogliere attori e storie che vengano da tutto il mondo, e questo credo sarà il futuro". "Quindi - ha concluso - possiamo organizzarci ed essere fieri di quello che sappiamo portare noi, e di quello che non sanno fare loro".

Tv: ascolti, Don Matteo chiude con il botto, share del 30%

ROMA - Con 6 milioni 777 mila spettatori, pari ad uno share del 30.18%, è l'ultima puntata di Don Matteo 11, in onda su Rai1, il programma più visto della prima serata tv di ieri. Su Canale 5 c'era il film I.T. - Una mente pericolosa che ha raccolto 1 milione 602 mila spettatori pari al 7.3% di share. Sempre in prima serata, su Rai2 The Voice of Italy ha interessato 1 milione 874 mila spettatori (8.53%), su Italia 1 1 milione 754 mila spettatori per Emigratis (8.84%), su Rai3 980 mila spettatori per il film Attacco al Potere (4.08%). E ancora: su Rete4 Quinta Colonna ha avuto 910 mila spettatori con il 4.65% di share. Su La7 Piazzapulita ha registrato 990.000 spettatori con uno share del 5.32%. In access prime time prevale Soliti Ignoti - Il Ritorno con 4 milioni 970 mila spettatori e il 20.28%. Segue su Canale 5 Striscia la Notizia 4 milioni 542 mila e uno share del 18.43%. Il prime time è di Rai1 con 5 milioni 969 mila ed uno share del 24.26% contro i 3 milioni 220 mila (13.09%) dell'ammiraglia Mediaset. Anche a livello generale sono le reti del servizio pubblico a vincere la prima serata con il 43.19% contro il 29.82% delle reti Mediaset. Rai vince anche in seconda serata con il 41.58% contro il 28.9% di Mediaset.(ANSA).

Leone d'oro alla carriera a Cronenberg

(ANSA) - VENEZIA, 19 APR - E' stato attribuito a David Cronenberg il Leone d'oro alla carriera per un regista della 75/a Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica della Biennale di Venezia che si terrà dal 29 agosto all'8 settembre. La decisione è stata presa dal Cda della Biennale di Venezia presieduto da Paolo Baratta, che ha fatto propria la proposta del Direttore della Mostra Alberto Barbera. (ANSA).

Rossellini, "Io stuprata ma è tardi per denunciare"

(ANSA) - LOS ANGELES, 18 APR - Anche Isabella Rossellini è stata vittima di molestie. A rivelarlo è la stessa attrice 65enne che, in un'intervista rilasciata a Vulture, parla dell'uomo che abusò di lei da adolescente. La star italiana, figlia di Ingrid Bergman e Roberto Rossellini, fa sapere di comprendere l'importanza del movimento #MeToo ma non per questo di voler denunciare, oggi, quanto accadutole ormai quasi cinquant'anni fa. "Capisco il valore che per alcune persone può avere il condividere le proprie esperienze - spiega - ma per quanto mi riguarda, questo non vale. La persona che mi ha violentata quando avevo 15-16 anni aveva un anno in più di me. Perché dovrei tirare fuori questa storia 48 anni dopo? In Italia sono una superstar, se facessi il suo nome gli rovinerei la vita". Nonostante questo la Rossellini chiarisce quanto consideri importante il movimento #MeToo: "La cosa davvero utile è stata quella di sentire altre donne raccontare le loro storie e mostrare quanto possano essere subdoli alcuni uomini". (ANSA).

Edoardo Bennato, favola Pinocchio attuale come non mai

(ANSA) - ROMA, 17 APR - "Collodi oggi si sarebbe molto divertito". E' una battuta amara quella di Edoardo Bennato mentre sfoglia i giornali, con i titoli di apertura sul rebus governo. E oltre 40 anni dopo il concept album Burattino senza fili (1977), il cantautore torna ad appoggiarsi al padre di Pinocchio per raccontare l'Italia di oggi. Esce Mastro Geppetto, il brano inedito che apre Burattino senza fili 2017, pubblicato pochi mesi fa, accompagnato da un videoclip "kolossal" con la regia di Stefano Salvati e oltre 200 comparse. "Tutto il mondo di Collodi è tornato: insieme a Mastro Geppetto, che è diventato un artigiano in pensione, e a Lucignolo, un pr che organizza rave party, ritroviamo il Gatto e la Volpe, la Fata, Mangiafuoco e i giudici. Tutti personaggi più che mai attuali: lo erano nel '77, lo sono ancora di più oggi. Come il Grillo Parlante, comico senza volerlo: contate su di lui, vi salverà", spiega. Il videoclip anticipa il musical "burattino senza fili", in preparazione, che verrà messo in scena nel 2019. (ANSA).

E' morto Vittorio Taviani

ROMA, 15 APR - E' morto a Roma, malato da tempo, il grande regista Vittorio Taviani, 88 anni, che con il fratello Paolo ha firmato capolavori della storia del cinema italiano da Padre Padrone (Palma d'oro a Cannes nel '77) a La Notte di San Lorenzo a Kaos fino a Cesare deve morire (Orso d'oro a Berlino e David di Donatello per miglior film e miglior regista). Lo annuncia all'ANSA una delle figlie, Giovanna. Per volontà della famiglia non ci saranno camera ardente ne funerali ma il corpo del regista verrà cremato in forma strettamente privata.Fratello maggiore di Paolo, Vittorio era nato a San Miniato in Toscana il 20 settembre del 1929. Il Festival del Cinema di Venezia gli ha riconosciuto il Leone d'Oro alla carriera nel 1986.