La passione diventa una difficile professione 

Giovani protagonisti. Stefano Giovannini ha solo 23 anni e di mestiere fa il boscaiolo «Il recupero del legname? Occasione persa per far crescere le nuove leve di questo mestiere»

di Carlo Bridi

Rizzolaga di Pinè. La storia che raccontiamo oggi ci porta ad addentrarci in un tema di grande attualità, come quello del recupero del legname dei nostri boschi distrutti dal terribile uragano di fine ottobre 2018.

Il giovane protagonista di oggi, pur avendo solo 23 anni, ha già una sua attività di boscaiolo consolidata alle spalle, maturata con un anno di lavoro come dipendente di un’azienda trentina specializzata nel taglio dei boschi con sede a Comano Terme. “Ho lavorato per un intero anno in Toscana con la ditta Pinter, che mi ha permesso di apprendere i segreti di una professione quanto mai difficile” afferma il nostro interlocutore.

Passione e professione

Parliamo di Stefano Giovannini, che ha trasformato la sua passione per il bosco in una professione. La prima domanda ovvia che facciamo è se in questo periodo con il recupero degli schianti il lavoro per lui è aumentato e se con la sua attività ne ha tratto benefici. Demoralizzante la risposta di Stefano: “Questa per noi poteva essere la grande occasione per attrezzarci adeguatamente, con le più moderne attrezzature che riducono di molto i rischi nel bosco dando una preferenza alle aziende trentine, che così avrebbero potuto cogliere l’occasione per acquistare delle macchine e delle attrezzature adeguate”, aspetto questo ben presente nel giovane che si rende conto dell’esposizione costante al rischio della professione. “Purtroppo sono entrate delle imprese estere super attrezzate, che hanno anche abbassato i costi delle lavorazioni e per noi si è trasformata in un’occasione perduta. Io sono cosciente che oggi ci sarebbero delle macchine e delle attrezzature che portano sempre meno l’operatore a contatto con il tronco dell’albero da “esboscare”, e quindi riduce il rischio infortuni per chi pratica questo lavoro.

Ma come mai questa passione per il lavoro nel bosco sicuramente molto rara per un giovane? “Me la ha passata papà, che pur svolgendo un’altra professione ogni anno fin da bambino mi portava nel bosco con sé per il taglio della legna da ardere nella “part” che il comune assegna annualmente a tutte le famiglie. Ho cominciato nel 2014 prosegue Giovannini, dopo aver svolto per brevi periodi altri lavori anche in campagna. Il primo anno in Toscana con una ditta per imparare bene il mestiere, e poi il ritorno in Trentino dove mi sono attrezzato adeguatamente. Il parco macchie ed attrezzature è molto costoso anche perché per il lavoro nel bosco è indispensabile disporre di macchine ed attrezzature molto pesanti. Certo, sospira Stefano, se la Provincia avesse aiutato i giovani che si dedicano al lavoro nei boschi come sta facendo da anni per i giovani che si insediano in agricoltura avrei potuto acquistare il macchinario più specializzato oggi sul mercato come il forworder, che diversamente ha un costo proibitivo per le piccole aziende famigliari come la mia: 400 mila euro. Questa attrezzatura, della quale si sono dotate le aziende che sono venute dall’estero, ma anche le nostre più grosse, abbattono di molto i costi di lavorazione e riducono il rischio infortuni che è l’aspetto sempre presente nel nostro lavoro”.

Una scelta impegnativa

Chiediamo a questo punto se dopo cinque anni è pentito della scelta assolutamente no è la risposta, certo, è molto impegnativo e rischioso ma ti dà tante soddisfazioni perché non si tratta di un lavoro ripetitivo ma è molto vario e anche molto pericoloso e per questo richiede molta perizia, particolarmente nel lavoro di recupero degli espianti. Altra domanda per Stefano: consiglierebbe oggi ad un giovane di intraprendere questa professione? La risposta è netta: la precondizione è quella che ci sia a monte una grande passione, ma ci deve essere anche la coscienza che si tratta di un lavoro molto impegnativo, poi c’è il fatto che è richiesta anche una buona capacità manageriale nella fase di gestione dell’azienda in quanto è un’attività che comporta grossi investimenti in macchinari ed attrezzature, quindi i conti vanno sempre tenuti sotto controllo.