Itas, 15 milioni per i danni da maltempo 

I risarcimenti saranno liquidati a circa 3 mila assicurati, un colpo meno pesante rispetto ai 37 milioni per le gelate del 2017

TRENTO. «Itas è l’esempio vincente di società trentina che basa il proprio business su un modello innovativo, fortemente radicato sul territorio. Oltre la metà dei 750 dipendenti del gruppo assicurativo lavorano in Trentino e il successo di Itas conferma anche la capacità del nostro sistema di riuscire a trattenere i migliori talenti». Lo ha detto ieri il presidente della giunta provinciale Maurizio Fugatti, al termine di una visita presso la sede di Itas nel quartiere delle Albere dove ha preso contatto con i vertici del gruppo assicurativo accompagnato dal dirigente generale della Provincia, Paolo Nicoletti.

Con l’occasione il presidente di Itas Mutua, Fabrizio Lorenz, ha ricordato il grande impegno della compagnia per il territorio trentino, anche in occasione dell’ultima ondata di maltempo che - ha detto - comporterà uno sforzo per le casse del gruppo di circa 15 milioni di euro (secondo le prime stime) a beneficio di oltre 3 mila assicurati: «Si tratta di una grossa somma, ma comunque minore rispetto ai risarcimenti che abbiamo dovuto liquidare l’anno precedente in occasione delle gelate primaverili, pari a circa 37 milioni di euro». Le due cifre non devono indurre in errore: i danni provocati dal maltempo - circa 300 milioni secondo una prima quantificazione della Provincia - sono molto superiori a quelli delle gelate, ma si tratta di danni per lo più al patrimonio forestale e alle infrastrutture pubbliche che non sono coperti da polizze assicurative. La liquidazione in tempi brevi dei risarcimenti ai privati - ha ricordato anche Fugatti - è importante per le imprese (e le famiglie trentine) e fa parte delle ricadute sul territorio di un gruppo mutualistico come appunto è Itas.

In merito alla presenza di Itas in Provincia di Trento il governatore ha ricordato i 90 milioni di euro di imposte versate dal gruppo e che restano sul territorio.

All’incontro erano presenti anche il vice presidente di Itas Mutua, Giuseppe Consoli e il direttore generale Raffaele Agrusti. Solo una breve dichiarazione in merito al cambio di statuto che verrà affrontato oggi dall’assemblea dei delegati e che - proprio all’interno dei delegati - ha creato un po’ di nervosismo per le comunicazioni giunte solo negli ultimi giorni: «Nessuna tirata d’orecchie da parte di Ivass - ha detto Agrusti, riferendosi alla notizia pubblicata ieri dal Trentino - ma semplicemente un normale confronto.

I vertici del gruppo hanno quindi annunciato un accordo con Cassa Centrale Banca per quanto riguarda le polizze vita, mentre sulla prospettiva della creazione di una fondazione (ipotesi che aveva preso corpo durante la gestione precedente del gruppo, quando era presidente Giovanni Di Benedetto) da parte di Itas si è aperta una riflessione con un possibile ripensamento o comunque revisione del progetto.