Fibra ottica, a Trento pubblico e privato si muovono insieme

Zorer (Trentino Network): qui c’è un punto di contatto unico per i servizi e le infrastrutture in rete, con procedure rapide



BOLZANO. In Alto Adige si litiga sulla partecipazione o meno della Provincia in Brennercom. Ma cosa accade in Trentino - tanto per fare un paragone - sul tema delle autostrade digitali? Nella nostra provincia pubblico e privato procedono di pari passo.

L’Agenda digitale italiana prevede che entro il 2020 almeno l’85 per cento della popolazione abbia accesso alla rete Internet a banda ultralarga di almeno 100 megabit al secondo. Si tratta di un progetto ambizioso, soprattutto per un territorio eterogeneo come quello dell’Alto Adige. L’obiettivo può essere raggiunto soltanto attraverso una stretta collaborazione tra ente pubblico e operatori Ict, come sottolinea in questa intervista Alessandro Zorer, presidente di Trentino Network. La società a 100% capitale pubblico gestisce le reti per le telecomunicazioni presenti sul territorio della provincia di Trento e, su queste reti, fornisce servizi alle pubbliche amministrazioni del Trentino e agli operatori del mondo delle telecomunicazioni. Con ST Fibernet la Provincia di Bolzano intende muoversi nella medesima direzione. Trentino Network non offre servizi ai clienti finali. Per questo motivo una partecipazione della Provincia di Bolzano in Brennercom ha poco senso. Meglio la rete alla Provincia ed i servizi ai clienti finali ai privati.

Ingegner Zorer, in materia di strategia sulla banda larga la Provincia di Trento è presa come modello a livello nazionale. Su cosa si basa questa strategia?

«In termini più generali, come società pubblica i nostri due principali obiettivi sono, da un lato, quello di assicurare che i cittadini siano serviti in modo capillare da infrastrutture per la fornitura di servizi di connettività a banda larga e a prezzi vantaggiosi; dall’altro, garantire che gli operatori di telecomunicazioni abbiano pari ed equo accesso al mercato, che non vi siano condizioni diverse per aree più rurali rispetto invece a centri urbani. La libera concorrenza deve essere assicurata ovunque in egual misura».

Come sono distribuite le competenze?

«Noi realizziamo l’infrastruttura, ci occupiamo della manutenzione e manteniamo il controllo della rete. Gli operatori Ict possono utilizzare l’infrastruttura, tutti a pari condizioni. Solitamente noi posiamo le reti e i cavi che le aziende Ict poi prendono in affitto e impiegano per realizzare la rete d’accesso fino al cliente finale».

Com’è la collaborazione con gli operatori?

«Le esperienze che abbiamo avuto fino ad oggi sono state molto positive. Entrambe le parti sono consapevoli del fatto che soltanto una reale e costruttiva collaborazione può funzionare e dare risultati. Anche su domande strategiche ascoltiamo gli operatori Ict e con loro ci sediamo regolarmente intorno a un tavolo per un confronto. Pubblico e privato procedono di pari passo».

Qual è la differenza principale nell’orientamento di fondo tra il Trentino e l’Alto Adige?

«A mio avviso la principale differenza sta nel fatto che in Trentino c’è un punto di contatto unico per tutti i servizi e le infrastrutture di rete. Questo ha il vantaggio che gli operatori Ict hanno un’unica persona di riferimento e conseguentemente si possono semplificare al massimo le procedure e si può operare in modo molto più efficiente e rapido». (s.t.)













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