Andrea, il coraggio  di allevare ad alta quota 

Giovani protagonisti. Da una piccola stalla nel paese di Vigo di Fassa a una nuova e moderna costruzione a 1.500 metri. «Nonostante il mutuo e i sacrifici lo rifarei: per me è tutto naturale»

di Carlo Bridi

Vigo di fassa. Parlare di eroismo, in questo caso, non è un’esagerazione: questa è infatti la storia di un allevatore con sede aziendale a quota 1.500 metri. Siamo in Valle di Fassa, e precisamente a Vigo, dove Andrea Rasom, per proseguire la propria attività, ha dovuto abbandonare la vecchia stalla che si trovava in paese: la costruzione era fatta con criteri oggi non più immaginabili - a stabulazione fissa, con enormi problemi di odori e rumori e con un assorbimento di mano d’opera molto pesante - per non parlare del benessere degli animali, che ovviamente ne risentiva. I 16 capi della mandria erano ammassati, in uno spazio angusto. Ebbene Andrea Rasom, con un grande atto di coraggio, chiusa la vecchia stalla, ne ha costruita una nuova sopra il paese in una posizione splendida, ad un’altitudine di 1460 metri s.l.m, con una costruzione che essendo in larga parte sotto terra non crea alcun impatto con l’ambiente circostante. Il merito è anche della Wolf Sistem Srl, l’azienda altoatesina specializzata nella costruzione di stalle. Ma non solo: l’allevatore ha subito potuto aumentare il numero dei capi che ad oggi sono 44, dei quali 25 in lattazione e 19 per la rimonta.

Certo, ci vuole passione e determinazione ad impegnarsi in un’avventura simile: la stalla è una costruzione d’avanguardia ed ha avuto un costo ragguardevole, mitigato solo in parte dall’intervento sul Psr, mentre il più grosso aiuto è venuto dalla vendita del vecchio immobile. E nonostante tutto ora Rasom si trova a dover pagare la differenza, pari a 300 mila euro. Per questo ci vorrebbe un’adeguata remunerazione del latte: il caseificio Val di Fassa – dove lo conferisce - nell’ultimo anno ha liquidato 0,51 euro al chilo, un prezzo largamente sotto i costi di produzione, e per quest’anno - secondo informazioni raccolte da fonti molto attendibili - si parla di un calo di prezzo nell’ordine di un ulteriore 10-15% in meno e questo, si badi bene, nonostante il caseificio produca ottimi e apprezzati formaggi, tra i quali il “Cuor di Fassa”.

Quando chiediamo come mai questa scelta di spostarsi in quota, Rasom è quasi meravigliato: «Credo che per me sia stata la cosa più naturale del mondo in quanto sono nato in stalla e la passione è cresciuta con l’assunzione di responsabilità». Ma a questo punto, considerato che l’impegno per pagare il mutuo è molto forte, chiediamo ad Andrea se rifarebbe la scelta: «Assolutamente sì», è la risposta. «Prima di imbarcarmi in questo impegnativo investimento ho riflettuto molto, ma ora sono in ballo e devo ballare senza tentennamenti».

Il ruolo che riveste con i suoi 28 ettari, in larga parte scoscesi, sui quali taglia l’erba ogni anno, sul fronte del turismo sono riconosciuti anche dall’albergatore Mario Fontana, che definisce «inimmaginabile» una Valle di Fassa con le sue bellezze senza che i prati siano tagliati. Lasciarli incolti vorrebbe dire trasformarli in nidi di serpenti ed in terreni che darebbero un’immagine molto negativa della valle.

Tutti i prati sono concimati con letame e liquame ben maturati in vasche apposite, e di conseguenza tutto il fieno con il quale vengono alimentati i 44 capi è un fieno biologico. La produzione media per capo delle 25 vacche per lattazione è collocata fra i 75 e gli 80 quintali. I titoli di grasso e proteina sono nella media. Le razze allevate sonno diverse: Pezzata rossa, Bruna alpina, Frisona ed una Grigia alpina, razza tipica della valle.

Nella conduzione della stalla una mano preziosa viene dall’opera della sua compagna Susanna.

In questo periodo estivo in stalla ci sono solo le vacche in lattazione mentre tutto il bestiame giovane è monticato prima a Malga Duron a 1600 metri s.l.m. e poi a malga Coldauro collocata a 2000 metri. In totale sono 200 gli ettari di terreno di montagna che le mucche di Rasom, assieme ad altre, tengono puliti e danno una immagine molto piacevole anche per i turisti che arrivano in quota.

Queste invece le caratteristiche della stalla. La prima è quella della completezza della costruzione che comprende, oltre al ricovero bestiame, le vasche per la gestione liqui-letame, un fienile di 2000 metri cubi con essiccazione tramite un sistema di ventilazione naturale aspirando l’aria dal tetto, un deposito attrezzi tutto interrato, una moderna sala mungitura per 8 mucche a turno. La stalla è a stabulazione libera, su grigliato per la parte alimentazione, e con le cuccette per il riposo. Tutto il pavimento grigliato è coperto di un tappeto di gomma per migliorare notevolmente il benessere animale, anche nelle cuccette il pavimento è ricoperto di uno speciale gomma e la sala mungitura è pavimentata con una speciale resina. L’acqua calda necessaria per l’azienda viene prodotta per tutto l’anno con 25 metri quadrati di pannelli solari termici.