Nouvelle Vague, la miglior cover band del pianeta 

Appuntamento questa sera a Sanbapolis con Marc Collin e Oliver Libaux I classici della new wawe rimodulati in chiave lounge: 4 milioni di dischi venduti

di Katja Casagranda

TRENTO. Proseguono gli appuntamenti con la rassegna Transiti. Musiche in movimento, organizzata dal Centro Servizi Culturali Santa Chiara di Trento. Questa sera, 28 febbraio, sul palco di Teatro Sanbapolis sarà ospitata quella che pùò essere considerata la “miglior cover band del pianeta”, ovvero i Nouvelle Vague. Ore 21 il pubblico verrà accompagnato dalla formazione parigina in un viaggio nel tempo e nello spazio musicale. La band attiva dal 2004, festeggia proprio quest’anno il suo quindicinnale di attività che si lega all’estro creativo dei suoi fondatori Marc Collin e Oliver Libaux, un sodalizio che per ogni progetto si è accompagnato ad aggraziate e seducenti chanteuses differenti. Un successo conclamato e dovuto ad una formula semplice ed efficacissima al tempo stesso, quella di “rimodulare in chiave lounge i classici della new wave, da cui l’intestazione scelta, che d’altra parte allude sia al cinema francese d’antan sia alla bossa nova brasiliana”. Il nome del progetto è un gioco di parole che indica in primo luogo la nazionalità del gruppo, facendo riferimento al celebre movimento del cinema francese dagli anni Sessanta (la Nouvelle Vague appunto), in secondo luogo Nouvelle Vague è la traduzione francese dell’ inglese new wave e allude alla bossa nova. Un’operazione giudicata nostalgica ed in ugual misura ingegnosa e affascinante. Un’intensa attività live si è affiancata ad un altrettanto intensa attività in studio che ha portato al confezionamento di ben cinque album in dieci anni, vendendo complessivamente oltre quattro milioni di copie. L’ultimo lavoro discografico “I Could Be Happy” usciva tre anni fa e conteneva una particolare versione del brano dei Ramones “I wanna Be Sedated”.

L’apice discografico dell’avventura venne però raggiunto nel 2009 con il terzo album della serie, intitolato appunto “3” e impreziosito dalla presenza di ospiti di eccezione quali Martin Gore dei Depeche Mode, Ian McCulloch di Echo & The Bunnymen e Terry Hall degli Specials. La dimensione planetaria del loro successo è testimoniata dalle esibizioni dal vivo in alcune delle più prestigiose sale da concerti al mondo, tra cui spiccano la Royal Albert Hall di Londra, l’Olympia di Parigi e L’Hollywood Bowl di Los Angeles. Per celebrare il quindicesimo anniversario del disco d’esordio sono state confezionate due collezioni antologiche, “Curiosities” e “Rarities”, in parallelo al documentario a soggetto “Nouvelle Vague by Nouvelle Vague”, firmato dallo stesso Marc Collin, cui si affianca un ciclo di concerti accordati sulla modalità “unplugged” che ne caratterizzò gli esordi: chitarra acustica, tastiere e un paio di vocalist ossia Mélanie Pain, Elodie Frégé o Phoebe Killdeer. Proprio per presentare una carrellata sulla loro carriera Transiti ha intercettato il tour di Nouvelle Vague che a Trento saprà entusiasmare il pubblico con la sua carica e la sua musica per una serata di puro divertimento e stile.

©RIPRODUZIONE RISERVATA