IL FESTIVAL ALL’ARISTON 

La “grande abbuffata” va in archivio e già si pensa al 2020

Probabilmente perché sono in dieta da tutta una vita, vedo il festival come un’enorme banchetto. La tavola imbandita di ogni ben di Dio, sta per lasciar cadere solo le briciole. Questa settimana ci...

di Gabriele Biancardi*

Probabilmente perché sono in dieta da tutta una vita, vedo il festival come un’enorme banchetto. La tavola imbandita di ogni ben di Dio, sta per lasciar cadere solo le briciole. Questa settimana ci sono state abboffate varie. Di canzoni, di polemiche più o meno pilotate, di comicità un filino sottotono... coloro che non sono stati invitati a gustare il ricco menù, ora sono assiepati sotto la tovaglia. Da oggi in poi, i big, quelli veri, si dedicano al lavoro che li aspetta. I guitti, i saltimbanchi che hanno provato a mettersi sotto i riflettori, escono allo scoperto. Li vedi, si aggirano alla ricerca di una telecamera accesa. Non importa a quale lignaggio appartenga. Ora si sono aperti degli spazi. Quella lucina accesa, quel “cosa ne pensa del festival”, sono eccitanti quanto un invito a cena con Tom Cruise o Penelope Cruz. Non si otterranno mai giudizi positivi, siamo convinti che soltanto sputando veleno si possa entrare in qualche cono di luce, di guadagnare lo status di critico feroce, che “ non le manda a dire a nessuno”. Sono stato beatamente insultato per la storia del pianista. Chi lo ha fatto non ha capito due cose. Che il fatto è realmente accaduto e che ho “romanzato” la cosa per fare un elogio a questi musicisti straordinari che fanno un lavoro spettacolare è faticoso. Ma vabbè, in questo momento non sappiamo ancora chi abbia alzato il trofeo del primo posto. Rischia di non piazzarsi nemmeno Francesco Renga che dopo l’infelice uscita al dopo festival “le donne al festival? Sono meno perché hanno voci meno belle”. Dubito possa ricevere i voti di migliaia di donne. Che giustamente si sentono un filino insultate. Rischia di vincere Irama, mi hanno spiegato una teoria interessante. Sta con una nota “influencer”, tale de Lellis, che mi dicono in grado di spostare migliaia di voti con il suo parere. Aldilà di questa gabala, la sua canzone è una bella scudisciata che lascia il segno. Stare, o a vedere. Allora facciamo i nostradamus de noartri. 1 Irama, 2 Nek 3 Bertè. Anche se mi piacerebbe vedere Loredana sul podio più alto. Sarebbe un giusto omaggio ad una carriera frastagliata e rumorosa. Tutto finito, anche se i vertici Rai, gongolando per i numeri alti, pensano già al prossimo festival.

* direttore artistico

di Radio Dolomiti