Cagol sale sul palco e ricorda il Cermis

Comano terme. Ricorreva il 3 febbraio scorso il 21° anniversario della tragedia del Cermis, nel 1998, quando un aereo Prowler della base militare USA di Aviano tranciava i cavi della funivia. Dalla...

Comano terme. Ricorreva il 3 febbraio scorso il 21° anniversario della tragedia del Cermis, nel 1998, quando un aereo Prowler della base militare USA di Aviano tranciava i cavi della funivia. Dalla triste ricorrenza si sono susseguite in un serrato tour le repliche di “Ciò che non si può dire. Il racconto del Cermis”, lo spettacolo teatrale della produzione TeatroE-EstroTeatro. Con la regia di Mirko Corradini, le musiche originali di Alessio Zeni e la voce fuori campo di Massimo Mazzalai, in scena c’è Mario Cagol, che ha voluto dare nuova vita alla drammaturgia di Pino Loperfido. La riduzione teatrale questa sera sarà in scena in una spettacolare scenografia, la panoramica località del Parco Comunale di Comano Terme, dalle ore 21, ingresso libero fino a esaurimento posti. L’urgenza dello spettacolo nasce da un bisogno di chiarezza e denuncia di come “gli esseri umani siano spesso vuote pedine di fronte al potere più cieco e prepotente” come ripete Mario Cagol che ha voluto riportare in scena il Cermis oltre che come ricordo di un fatto storico indagato anche nei dettagli giuridici e attuali, anche come metafora di tutti quei fatti e situazioni che si piegano alla prepotenza del potere o del più forte. Un grido insomma di giustizia e di riscatto, contro la legge di omertà e di prepotenza. K.C.