Sulle tracce dei 400 tesini profughi nel Regno d’Italia dal 1916 al 1919

Castello tesino. Domani alle 16 nel salone centrale della casa di riposo “Suor Agnese” si terrà l’inaugurazione della mostra documentaria di Graziella Menato “Marciar, bisogna marciar…la popolazione...



Castello tesino. Domani alle 16 nel salone centrale della casa di riposo “Suor Agnese” si terrà l’inaugurazione della mostra documentaria di Graziella Menato “Marciar, bisogna marciar…la popolazione tesina profuga nel Regno d’Italia dal 1916 al 1919”. Più di 400 i tesini che in quel periodo persero la vita lontani dalle proprie case, sepolti in moltissimi paesi della nostra penisola, decimati dalla fame, dal dolore e dall’epidemia di spagnola che soltanto nel 1918 ne falciò 150.

«Ho realizzato questo lavoro – spiega la curatrice della mostra – dopo alcuni anni di raccolta di documenti e materiali inerenti al periodo della Grande Guerra. Una mostra che mi piace definire come un passaggio di sguardi, occhi che forano le fotografie ingiallite rivelando l’oscuro stato d’animo di esuli, profughi ed internati. Preziosi documenti che, assieme alle lettere scritte in fitta grafia e alle testimonianze tratte da diari e memorie postume – prosegue – danno il resoconto di tre lunghi anni di peregrinare in giro per l’Italia raccontandoci il dramma della lontananza forzata, della disgregazione della famiglia, dell’assenza di sicurezza, della promiscuità, oltre alle problematiche legate alle malattie e alla fame». Non ci saranno, infatti, sorrisi nelle foto in mostra, nessun momento gioioso, ma soltanto mute presenze di quel che resta negli affetti, nella speranza di un ricongiungimento familiare, quali fossero commoventi tentativi di ricostruire e di ricomporre la propria identità.

«L’incombenza di ricominciare, – conclude Graziella Menato – oltre al sopravvento del fascismo, indusse successivamente ad evitare di ricordare e di raccontare ciò che i tesini dovettero subire in quei tre anni di lontananza». Fu, infatti, solo verso gli anni ‘80 del secolo scorso che iniziarono a riemergere i ricordi ed i racconti orali degli ultimi testimoni viventi e, lentamente, riaffiorò il dramma che era rimasto latente per tanto tempo.

Ad impreziosire la mostra, che rimarrà esposta all’Apsp di Castello Tesino sino 30 settembre, l’intrattenimento musicale del tenore Boselli Benito. FA.F.













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