I lupi attaccano al Brocon: quaranta pecore abbattute 

Allarme in Tesino. Il sindaco di castello Ivan Boso: «Sono state dilaniate in appena 30 giorni a Marande, Acquaforte, Sternozzena oltre che sulla cime del monte Coppolo e del Col del Boia»

di Fabio Franceschini

Castello tesino. Il lupo è arrivato anche in Tesino. Ad accorgersene sono stati soprattutto gli allevatori della zona che nell’ultimo mese hanno dovuto fare i conti con oltre quaranta capi di bestiame abbattuti dal predatore.

L’allarme del sindaco

«La situazione sta iniziando a diventare preoccupante, – spiega il sindaco di Castello Ivan Boso – più di quaranta pecore sbranate e dilaniate dai lupi nel giro di soli trenta giorni è una cifra che deve far riflettere, specialmente se si tiene presente che gli attacchi del branco si sono concentrati esclusivamente nella zona di passo Brocon, in località Marande, Acquaforte, Sternozzena oltre che sulla cime del monte Coppolo e del Col del Boia. Un grosso danno per gli allevatori del Tesino, in particolar modo se si considera che, oltre all’ingente numero di ovini decimati, negli ultimi giorni si sono aggiunte anche diverse vacche ritrovate senza vita ai piedi di uno dei tanti dirupi di passo Brocon». «Con ogni probabilità in fuga dall’azione predatoria del branco, – fanno sapere gli allevatori – tuttavia, essendo per noi impossibile dimostrare il nesso diretto tra la morte di questi capi e l’attacco del lupo – proseguono – nessuno ci risarcirà mai tali esemplari. Oltre al danno anche una bella beffa».

Le preoccupazioni

«Ciò che più mi impensierisce – aggiunge preoccupato il sindaco Boso – è l’impatto sul patrimonio faunistico che il predatore potrebbe avere nella zona. Una volta che i pascoli d’alta quota si svuoteranno per il periodo autunnale ciò che inevitabilmente attirerà l’attenzione dei lupi saranno le prede selvatiche. Una popolazione di cervi, caprioli e camosci che corre il rischio di venir decimata da un branco che verosimilmente vedrà aumentare in maniera esponenziale le proprie fila nei prossimi anni. Pertanto, vista l’impossibilità di procedere ad una selezione mirata di questi animali allo scopo di contenerne il numero non ci resta che appellarci agli organi competenti della Provincia per stimolare un celere intervento che possa mettere la parola fine a questa situazione. Lupo sì, ma non a discapito della popolazione e delle attività della nostra valle».