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Vittima di stalking, dona i soldi del risarcimento per il capitello

A Bolognano la statua di Sant’Antonio da Padova era stata distrutta con un atto vandalico. Germana Viola l’ha fatta ricostruire. La cerimonia inaugurale con il sindaco e il parroco

ARCO. Sant’Antonio da Padova ha fatto ritorno nel suo capitello a Bolognano situato a monte del cimitero grazie a una donazione privata che ha permesso la ricostruzione della statua precedentemente distrutta da alcuni vandali. Un gesto che trova la sua origine nella generosità di Germana Viola che ha voluto ringraziare la propria comunità per esserle stata vicina in un momento difficile.

La signora, infatti, è stata vittima di stalking, come ha stabilito una sentenza che le ha riconosciuto anche un risarcimento. Poi, grazie anche alla mediazione di due attori quali il primo cittadino di Arco Alessandro Betta e il parroco dell’Oltresarca don Franco Torresani, Viola ha deciso di contattare un artista e di commissionare la realizzazione di una nuova statua di Sant’Antonio da Padova. Martedì sera alla presenza della Croce Rossa del parroco Torresani del sindaco Betta dell’assessore Tomaso Ricci e di alcuni consiglieri di maggioranza oltre che alla presenza di un nutrito gruppo di cittadini si è proceduto alla ricollocazione della statua nel capitello e alla sua benedizione.

A contornare il simbolico momento lo storico Romano Turrini che ha ricordato come il culto di Sant’Antonio da Padova non sia per nulla raro nella comunità dell’Oltresarca. «In quella che era la precedente chiesa di paese - spiega lo storico - vi erano all’interno due cappelle una delle quali dedicata al culto del Santo da Padova. Oggi questa cappella è stata distrutta per lasciare il posto alla Collegiata, ma il nome di Sant’Antonio è ricordato in un altare interno alla Collegiata e in questo capitello».

Particolarmente significativo per il sindaco il nobile gesto di Viola. «Oggi siamo davanti a un esempio concreto di quello che è il concetto di costruire la nostra comunità - ha precisato Betta -. Un atto vandalico ha distrutto la precedente statua, ma dalla generosità di una persona si è messo in moto un passaparola di aiuti che hanno portato non solo a riavere il Santo al suo posto, ma anche a una completa ristrutturazione di tutto il capitello. Qui ognuno ha fatto la sua parte e questo è fare comunità».

La statua, realizzata dall’artista Marco Marinelli in legno di cirmolo, è stata benedetta dal suo concittadino noneso e attuale parroco di Bolognano don Torresani che ha ringraziato tutti gli attori in campo da Viola a Marinelli passando per l’amministrazione e per l’artigiano Loris Zanoni che si è occupato di realizzare la piccola cancellata di protezione. «Sant’Antonio da Padova - ha sintetizzato don Franco - è un santo che aiuta l’unione la riconciliazione e quello che qui è successo è un esempio della sua forza».

(l.o.)