VERSO LE PROVINCIALI»la lista/19

VAL DI FASSA. Si chiama “Moviment ladin de Fascia”, capolista Ferruccio Chenetti, la novità nel panorama politico di Fassa. Già nello scorso inverno, sulla scia dell’ipotesi proposta da Carlo Daldoss...


di Gilberto Bonani


VAL DI FASSA. Si chiama “Moviment ladin de Fascia”, capolista Ferruccio Chenetti, la novità nel panorama politico di Fassa. Già nello scorso inverno, sulla scia dell’ipotesi proposta da Carlo Daldoss di creare liste territoriali civiche trainate dai sindaci, era partito un tentativo di sintesi tra le due anime politiche di valle: l’Associazione Fassa e la Ual (Union autonomista ladina). Era la ricerca di unità in una valle fortemente divisa, una frammentazione che rischia di rendere la Valle di Fassa ininfluente nel panorama politico trentino. Il “partito dei sindaci” non ha fatto molta strada e ha perso pezzi prima di concretizzare un progetto plausibile. La Ual, indebolita dalle ultime consultazioni e dalla perdita del capolista Giuseppe Detomas, ha offerto la sua collaborazione mentre l’Associazione Fassa non ha tradito il suo naturale apparentamento con la Lega di Maurizio Fugatti. Il lungo lavoro dei sindaci si è in parte fermato alla fine di agosto e di qui è nato il tentativo di Aurelio Soraruf, Rinaldo Debertol e Alessandro Tamion di raccogliere persone volenterose indipendentemente dalla provenienza per arrivare a una lista condivisa per l’appuntamento elettorale.

C’è chi aveva anche riproposto l’obiettivo accarezzato dai ladini da tempo immemorabile: il raccordo con le altre vallate del Sella. La nuova legge regionale dà in effetti al Comun general un ruolo di ente intermedio tra provincia e comuni con qualche possibilità di trovare una nuova via verso la vagheggiata Ladinia. Ipotesi per ora relegata nel limbo dell’ingegneria istituzionale. Nel poco tempo rimasto il manipolo di volenterosi ha costituito la nuova squadra che non ha avuto difficoltà a raccogliere le 600 firme necessarie alle liste di nuova costituzione. Ora i fassani avranno la possibilità di scelta tra due liste: più democrazia ma anche maggiore debolezza. Sarà una partita da giocare tutta in casa, infatti secondo il sistema elettorale del Trentino, in Valle di Fassa funziona un collegio maggioritario di lista che garantisce, al candidato più votato, un seggio nel prossimo consiglio provinciale.

La nuova lista “Moviment ladin de Fascia” vuole riaffermare l'appartenenza al mondo ladino e quindi rivendica il diritto di essere protagonista in prima persona nel gestire la propria identità , storia , economia e territorio. Variegata la composizione della lista guidata da Ferruccio Chenetti. Troviamo Aurelio Soraruf, gestore del rifugio Castiglioni alla Marmolada, animatore del movimento insieme a Rinaldo Debertol proveniente dal mondo della protezione civile (vigili del fuoco volontari di cui è stato responsabile di distretto). Alessandro Tamion non si presenta ma ricopre il ruolo di segretario. Scorrendo i nominativi, si notano persone con passata militanza amministrativo – politica come Cristina Donei, ex procuradora e consigliere comunale di minoranza a Moena, Leonardo Bernard, ex presidente di quello che fu il Comprensorio ladino di Fassa, l’ex sindaco di Soraga Roberto Pellegrini insieme al collega Franco Lorenz che è stato sindaco di Vigo di Fassa. Troviamo poi Cesare Bernard, docente e storico, molto preparato sulle problematiche ladine e con pluriennale presenza nel Comun general de Fascia. Moltissimi i giovani che hanno risposto all’appello tra cui l’appena diciottenne Francesco Gabrielli, Agatha Brunel, Stefania Chiocchetti, Nicolò Chenetti, Francesco Detomas, Giulia Dorigoni, Silvia Favè, Martina Pederiva, Fabiola Spinel. Altri settori rappresentati sono quelli produttivi (Giuseppe Gilli), del volontariato (Luciana Detomas e Lucia Dellagiacoma) e del mondo alberghiero (Andrea Zanoner) oltre ad altri candidati di formazione, impegno e professione variegati.













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