L'INDAGINE DELLA FINANZA

Università di Trento, concorso "pilotato": sette indagati

Coinvolti nell'indagine della Guardia di Finanza tre docenti e quattro ricercatori architetti. L'accusa è di turbativa d'asta



TRENTO. Sono sette gli indagati per un presunto concorso pilotato all'Università di Trento. L’incarico era già ricoperto dai collaboratori del professore che quel bando lo avrebbe confezionato ad arte, proprio per loro, i “suoi” architetti.

I giovani erano nel gruppo di progettazione della nuova mensa universitaria al Cte. Questa l’accusa al centro dell’indagine della Guardia di Finanza.

Il presunto concorso pilotato nell’ateneo trentino vede sette indagati, tra loro anche Mosè Ricci, coordinatore scientifico (per conto dell’ Università) del gruppo di lavoro dedicato alla variante al prg di Trento. Architetto, docente presso il Dipartimento di Ingegneria Civile Ambientale e Meccanica dell’Università di Trento, Ricci è un professionista stimato, non solo in Italia.

Quella di Ricci è la posizione più pesante: per lui la Procura aveva chiesto i domiciliari, ma il giudice ha deciso l’interdizione, per un anno, dai pubblici uffici presso qualsiasi pubblica amministrazione. Ricci, dunque, è decaduto da tutti i suoi incarichi, da circa una settimana. Lui si dice sereno.

Per tutti i sette indagati, i reati contestati sono quelli di turbativa d’asta e falsità ideologica. Gli indagati sono, oltre a Ricci, due professori di ingegneria, Giorgio Cacciaguerra e Claudia Battaino; loro sono indagati in concorso per turbativa d’asta. Indagati anche quattro architetti ricercatori: Mark Sonego, nato in Zambia ma residente a Trento, Alberto Birindelli, bolognese, Ermelinda Cosenza, di Cosenza e Luca Zecchin, di Padova.













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