L'INCIDENTE

Terribile schianto a Nomi, morto Matteo Riolfatti, 42enne di Trento

Scendeva a bordo della sua Bmw diretto verso il lago di Garda. Al semaforo di Nomi si è schiantato contro la Fiesta con a bordo due ragazzi di Besenello

LE FOTO - Nomi, schianto tra auto e moto e rogo devastante sulla strada: morto un centauro

TRENTO. L'incidente è avvenuto ieri (11 ottobre) alle 13 e 40 sulla strada provinciale a Nomi, all’altezza del famigerato incrocio di ingresso nord del paese.

L’auto arrivava da sud. Alla guida un ragazzo di 19 anni e al suo fianco una ragazza di 15, entrambi di Besenello. Arrivati al semaforo, volevano svoltare a sinistra per entrare a Nomi. La motocicletta di Matteo Riolfatti, 42 anni di Trento, arrivava dalla direzione opposta. È una Bmw R1200 Gs: una moto da “guida turistica”. L’impatto è avvenuto praticamente in mezzo alla carreggiata, ma bisognerà attendere le perizie per avere la certezza su dove. E pochi centimetri possono fare la differenza, almeno in termini di responsabilità.

Nomi, schianto tra auto e moto e rogo devastante sulla strada: morto un centauro

È di un morto e tre feriti il drammatico bilancio di un incidente stradale tra un'auto ed una moto che si è verificato nel primo pomeriggio, verso le 13.40, sulla strada provinciale 90, nei pressi di Nomi. Sul posto i carabinieri, i mezzi di soccorso, i vigili del fuoco e l'elicottero. I due feriti sono stati trasportati all'ospedale di Rovereto. Carbonizzati i due mezzi

Quello che pare certo a colpo d’occhio è che la macchina aveva iniziato la manovra di svolta a sinistra. Molto probabile che fosse quasi ferma. La motocicletta si è letteralmente piantata nel lato destro del cofano, lasciando ruota e forcella conficcate nel vano motore poco davanti alla ruota. Il motociclsta è stato catapultato in avanti: il suo corpo, senza vita, si è fermato a una cinquantina di metri dal punto dell’impatto.

Matteo Riolfatti era partito a fine lavoro, nella sede centrale di Volksbank a Bolzano, per raggiungere in moto il Lago di Garda, sfruttando una delle ultime belle giornate di questo autunno. La notizia dell’incidente mortale a Canova l’hanno portata i carabinieri verso le 17. Al padre Fabio, soprannominato “computer”, socio della Bocciofila, che in quel momento stava proprio giocando a bocce. Insieme alla moglie e al fratello sono subito scesi a Rovereto. Verso le 19 il triste ritorno a casa dove il fratello si è fatto portavoce della famiglia e con gli occhi lucidi, trattenendo a stento la commozione, ha ricordato solo la spensieratezza di un pomeriggio che sarebbe voluto essere di svago e di relax.

Matteo Riolfatti, 42 anni, conduceva una vita riservata. Un lavoro che lo impegnava molto, alla Volksbank. Prima alla filiale di Trento Sud, poi da parecchi anni in sede centrale, a Bolzano. I dipendenti della banca sono rimasti molto colpiti dalla tragica notizia e la banca ha voluto palesare la tristezza e la vicinanza alla famiglia.