L’APPELLO dell’assemblea antirazzista 

«Servono più posti letto: si muovano istituzioni e privati»

TRENTO. Casa. Accoglienza. Dignità. Sono queste le tre parole chiave che hanno ispirato il presidio dell'assemblea antirazzista di Trento, ieri di fronte alla sede dell'ex Provveditorato. “Nessuna...

TRENTO. Casa. Accoglienza. Dignità. Sono queste le tre parole chiave che hanno ispirato il presidio dell'assemblea antirazzista di Trento, ieri di fronte alla sede dell'ex Provveditorato. “Nessuna persona deve rimanere in strada- dice Roberto Chiomonte, uno degli attivisti- tagliare i fondi per l'accoglienza significa andare a violare un diritto umano. Il nostro appello alla cittadinanza vuole costruire una rete solidale che abbia l'obiettivo di mettere a disposizione posti letto e trovare locali idonei per ospitare persone che ad oggi sono senza fissa dimora: cittadini stranieri o italiani in situazione di emergenza; rifugiati fuoriusciti dai progetti di aiuto per effetto della legge Salvini; richiedenti asilo in attesa di entrare nel sistema di accoglienza”.

Circa 40mila le persone in Italia, uomini, donne, anziani e bambini che, secondo le previsioni, nei prossimi mesi verranno espulse illegittimamente dai centri. Strutture e servizi dei sistemi di accoglienza verranno, insomma, tagliate senza pietà. “Il primo grande scoglio riguarda proprio la mancata accoglienza di persone richiedenti asilo arrivate in modo autonomo sul territorio- spiega Sara Ballardini, dell'associazione Liberalaparola- ci sono state diverse segnalazioni di richiedenti asilo costretti a dormire all'addiaccio, che hanno denunciato come le prassi di filtraggio delle domande delle richieste di asilo messe in atto dal commissariato e dalla questura, con l'avvallo della Provincia, siano illegittime”. L'appello è diretto: “Chiediamo alle istituzioni di aumentare il prima possibile i posti letto: le persone senza fissa dimora sono circa 400, i posti disponibili 192. Inoltre, ci rivolgiamo a quanti sono disponibili personalmente e volontariamente a ospitare in casa propria una o più persone. Residenti, associazioni, parrocchie, partiti e sindacati”.(a.som.)