Porte di emergenza sbarrate in discoteca: titolare nei guai 

Controllo del Nas. Tante le irregolarità riscontrate al Diamond: il buttafuori aveva una pistola taser e nelle bottiglie di alcolici di marca trovate bevande di bassa qualità

Trento. Aveva le porte di emergenza sbarrate, gli estintori non in regola con la manutenzione periodica, ma anche le bottiglie di Jack Daniel’s che contenevano alcolici di origine indefinita, ma certo non il tipico bourbon del Tennessee. Per non parlare delle bottiglie di vodka che contenevano un liquore di infima qualità. Ma non finisce qui, l’unico buttafuori, un sessantacinquenne padre del titolare, aveva alla cintura una specie di pistola taser, di quelle a forma di torcia, che non avrebbe potuto avere. Insomma, una sfilaza di irregolarità e anche presunti reati che hanno procurato al titolare della discoteca Diamond di piazza Venezia, l’ex Mandragola, una denuncia da parte dei carabinieri del Nas per frode in commercio oltre a una sfilza di contravvenzioni e sanzioni per irregolarità amministrative. Anche il padre è finito nei guai, denunciato per porto abusivo d’arma.

L’ispezione dei carabinieri è stata portata a termine qualche settimana fa. I militari sono entrati in azione in uno dei locali cui i trentini sono più affezionati. Un tempo, infatti la Mandragola era nota per i suoi spettacoli osè ed era diventata sinonimo di trasgressione, anche se contenuta entro certi limiti. Da qualche anno ha cambiato gestione e anche nome. È diventata Diamond e si era trasformata in una normale discoteca. Però i vicini hanno iniziato a lamentarsi dei rumori e a chiedere adeguamenti dei sistemi di insonorizzazione.

C’è stata una lunga battaglia legale alcuni anni fa. Ma ora è arrivata questa ispezione che ha messo in rilievo una serie di irregolarità e anche sospetti reati.

I carabinieri del Nas, che hanno la sede a una ventina di metri dalla discoteca , sono entrati in azione di sera. Il locale era semivuoto. C’erano al lavoro due ballerine. Prima è stato fatto un sopralluogo alle strutture. I militari si sono subito resi conto che le porte di emergenza, che dovrebbero aprirsi dall’interno in qualsiasi momento, erano chiuse e barricate. Questo significa che in caso di un evento improvviso i clienti non avrebbero potuto uscire liberamente all’esterno.

Poi i militari hanno osservato che il buttafuori aveva alla cintura una strana arma. Si trattava di una specie di torcia che in realtà era una pistola elettrica, tipo un taser. Un’arma che non può essere detenuta liberamente dal momento che può produrre effetti anche molto pesanti sulle persone contro le quali viene usata.

Per questo il buttafuori è stato identificato e così i carabinieri hanno potuto verificare che si tratta del padre del gestore del locale. L’uomo è stato denunciato, appunto, per porto abusivo d’arma. Ma poi i carabinieri hanno rivolto la loro attenzione anche al mobile bar. Dietro il bancone c’erano una lunga serie di bottiglie in bella mostra. Ne sono state sequestrate alcune per poter effettuare i controlli sul contenuto. I successivi esami di laboratorio hanno messo in rilievo che dentro le famosissime bottiglie quadrate di Jack Daniel’s non c’era il bourbon del Tennessee più famoso e anche abbastanza costoso, ma un altro alcolico, forse un altro tipo di whisky, ma senza il particolare colore ambrato e senza il suo tipico sapore avvolgente di miele e il leggero retrogusto alla nocciola. Così il gestore della discoteca si è beccato anche una denuncia per frode in commercio. U.C.