Nascosti nel garage armi e munizioni 

Primiero, la scoperta dei carabinieri ha portato alla denuncia di 2 fratelli. Si tratta di materiale bellico vecchio e pericoloso

TRENTO. Nascondevano fucili, cartucce, polvere da sparo e detonatori a pochi metri dalla camera da letto In garage stipati di qualsiasi oggetto, nascosti sotto tavole di legno, c’era tutto questo materiale bellico potenzialmente molto pericoloso. A scoprirlo i carabinieri della compagnia di Cavalese che così hanno concluso le indagini partite l’ultimo giorno dell’anno con l’arresto (ora è di nuovo un uomo libero) del 51enne di Mezzano, Graziano Romagna, L’operazione, chiamata «ultimo botto» aveva portato alla scoperta in un ripostiglio un grosso quantitativo di materiale esplodente: un cordone detonante lungo 118 metri contenente esplosivo detonante, due spezzoni di miccia a lenta combustione, una matassa di miccia catramata, sei detonatori elettrici, ottantotto detonatori a miccia, due detonatori a miccia innescati. Da qui erano partiti ulteriori accertamenti. C’è stata una certosina raccolta di informazioni usando la «strada». I carabinieri hanno ascoltato decine di persone hanno cercato informazioni in bar e locali pubblici. L’attività di polizia giudiziaria lunedì ha consentito ai militari della stazione di Imer di ottenere dalla magistratura l’esecuzione di ben 15 decreti di perquisizione locale a Imer, Canal San Bovo e Canazei –Passo-Fedaia. E in due casi l’esito dei controlli è stato positivo. Si tratta delle perquisizioni che i carabinieri hanno fatto nelle case e nelle relative pertinenze di due fratelli. M.R. e G.R. di 54 e 53 anni che abitano entrambi a Canal San Bovo. E in possesso dei due che i carabinieri hanno trovato armi e materiale esplodente. Di cosa si tratta? Di materiale da guerra antiquato, un moschetto 92 calibro 6.5, un fucile Budapest M95, 117 cartucce di vario calibro, 100 grammi di polvere da sparo, 8 detonatori in rame e 10 metri di miccia a lenta combustione. Una parte delle armi, risalenti alla Seconda guerra mondiale, saranno sottoposte a perizia per valutarne lo stato di conservazione e pericolosità. Alle operazioni di ricerca dei armi ed esplosivo in considerazione della specificità del target, ha partecipato personale del nucleo artificieri antisabotaggio del comando provinciale di Bolzano e 3 unità cinofile anti esplosivo dei di Laives e Torreglia (in provincia di Padova) con i rispettivi militari conduttori, oltre ai militari delle dipendenti Stazioni di Imer, Canal San Bovo e Canazei. Ora le indagini vanno avanti per capire in ci modo i due siano venuti in possesso di tutto quel materiale che per l’«età», l’usura e lo stato conservazione era potenzialmente molto pericoloso perché instabile. Legami con quanto trovato a Graziano Romagna pare non ce ne siano. Quello del 51enne arrestato era materiale esplodente che arrivava in gran parte dalla guerra che ha devastato gli stati della ex Jugoslavia, mentre in questo caso è materiale bellico, in gran parte italiano, che risale alla seconda guerra mondiale. Una passione per i cimeli bellici? Può essere, ma si tratta di una passione che ai due fratelli è valsa la denuncia per detenzione abusiva di armi, munizioni e materiale esplodente. Ora l’indagine «Ultimo botto» pare che sia definitivamente conclusa.

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