L’Upt vara l’intesa col Pd  ma spera nella lista di centro 

Domani la presentazione dell’accordo. Mellarini sollecitato ad avviare  la costituente con i civici. E Conzatti va alla direzione nazionale degli alfaniani  

di Chiara Bert

TRENTO. Domani nella sala Rosa della Regione sarà presentato pubblicamente l’accordo politico tra Pd e Upt. «Non c’è in atto nessun progetto di fusione», è tornato a ripetere il segretario dell’Upt Tiziano Mellarini al coordinamento del partito di ieri mattina, per smentire le voci (anche interne) che descrivono l’intesa come prologo di un’annessione da parte dei Dem. «L’accordo ci consente un dialogo rafforzato con gli amici del Pd su progettualità e prospettive, specie guardando alle elezioni politiche. Questo non significa affatto prefigurare alcuna fusione dei due partiti, ma piuttosto mettere le basi per un dialogo ed una collaborazione più intensi su dinamiche e tematiche nazionali e locali».

Le acque dentro il partito restano in movimento e le imminenti elezioni politiche non fanno che agitarle di più. Perché se l’alleanza con il Pd non è in discussione, il come si declinerà la coalizione di centrosinistra non è ancora chiaro. L’ex governatore, oggi deputato di Democrazia Solidale Lorenzo Dellai, ha relazionato sul confronto in atto a livello nazionale per dare vita ad una lista di centro che non sia una somma di sigle ma possa portare un valore aggiunto, un lavoro che lo stesso Dellai sta portando avanti con Casini e Lorenzin e il cui esito non è ancora certo. L'auspicio del coordinamento Upt è che questo dialogo vada a buon fine per avere un interlocutore “naturale” con il quale rapportarsi e federarsi a livello nazionale. Se così non sarà, non resterà che l’opzione di stare nella lista Pd.

Il quadro di incertezza è stato confermato anche dall’ex segretaria Upt Donatella Conzatti, che ieri ha informato il coordinamento di aver partecipato alla direzione nazionale di Alternativa Popolare di Alfano, come uditrice a nome dell’ex Scelta Civica dell’ex viceministro Enrico Zanetti, uscito dal governo Gentiloni e oggi tra coloro che vorrebbero allearsi col centrodestra. Notizia che ha destato un certo stupore tanto che il segretario Mellarini chiarisce: «Lo statuto Upt parla chiaro, chi fa scelte diverse dal centrosinistra è fuori dal partito, ma Donatella ha spiegato di aver partecipato a livello amicale e di essere dell’Upt». L’interessata spiega: «Oggi c’è un problema di dare rappresentanza alla cultura liberal-popolare che nel 2013 stava dentro Scelta Civica. Quello in atto è un ultimo tentativo di non avere una coalizione a due gambe, vedremo come andrà. Per quanto mi riguarda sceglierò in base a dove si dà spazio alle idee in cui credo». Non è un mistero che Conzatti ha osteggiato l’accordo a livello locale con il Pd: «è evidente - dice - che la Costituente con i civici con cui Mellarini aveva vinto il congresso Upt è un progetto alternativo all’intesa con il Pd».

Mellarini ieri è stato sollecitato ad andare avanti approfondendo gli incontri con i mondi civici e Progetto Trentino: quest’ultimo si sta riposizionando tanto che Walter Viola è pronto ad annunciare il suo passaggio al Patt; quanto ai sindaci civici, dovranno sciogliere il nodo di dove collocarsi.

Altro tema che ha fatto capolino nella riunione di ieri è stata l’intenzione dei bersaniani di Mdp di presentarsi alle politiche in tutti i collegi anche in Trentino, in concorrenza a sinistra con il Pd. «Una scelta che complica non poco il percorso, la coalizione deve porsi il problema», ha detto il senatore Vittorio Fravezzi. Che avverte la sinistra: «Dopo le politiche vengono le provinciali, difficile ricostruire se prima si è stati in concorrenza sui collegi».