L’Upt sul baratro ora si aggrappa a Gios 

Il prof, con Fasanelli pontiere, al lavoro su un polo civico che dia casa a chi nel partito non vuole correre con la sinistra  

di Gianpaolo Tessari

TRENTO. E in zona Cesarini rispunta il prof. Potrebbe essere Geremia Gios, il “civico” in grado di dare una risposta a chi, dentro l’Upt, minacciando scissioni, chiede di non correre con la sinistra capitanata da Giorgio Tonini. Nelle ultime ore ci sono stati degli incontri che hanno visto il consigliere Massimo Fasanelli nel ruolo di pontiere: dall’altra parte del tavolo alcuni consiglieri del partito di Lorenzo Dellai. Si ragiona, si valuta. Il tempo è poco.

Fasanelli, uomo vicino a Francesco Valduga, aveva già affiancato Carlo Daldoss nella sfortunata trattativa con il centrosinistra, dove sono poi volati gli stracci.

Potrebbe dunque nascere, davvero a pochissimi giorni dalla chiusura delle liste, quel “quarto polo” a lungo vagheggiato negli ultimi mesi. Gios, tra l’altro, ha depositato un proprio simbolo di lista entro i termini previsti, quello che si vede in questa pagina.

Di sicuro il partito dopo la drammatica conta dell’altra sera vive quella che è forse la sua peggior crisi di sempre: «L’Upt? É sull’orlo del baratro, rischia di scomparire. Temo che a questo punto non si arrivi nemmeno a fare una lista» avverte un pezzo da novanta del partito che chiede, per carità di patria, di non essere citato.

Forse il nostro interlocutore userà toni drammatici, ma non c’è dubbio che a Palazzo Onda la tensione si tagli con un coltello visto che la presidente del partito Annalisa Caumo ci tiene fare sapere: «L’Upt potrà essere certo in difficoltà, come molte altre formazioni politiche, ma non è affatto in disfacimento o in frantumazione» osserva. E le sue parole successive sono state lette da alcuni come possibili segnali di fumo inviati a Carlo Daldoss, ma alla luce degli ultimi avvenimenti diretti proprio a Geremia Gios: «L’Upt apprezza la disponibilità di Giorgio Tonini a fare un passo indietro, ove ciò possa consentire un significativo allargamento della coalizione. Un obiettivo al quale si è lavorato tanto con grande convinzione. Sopratutto in questo scenario di incertezza, il partito è ben consapevole del proprio ruolo di rappresentante - nella Alleanza - della cultura politica di matrice popolare e civico-territoriale» aggiunge ancora la presidente. Un identikit che assomiglia molto a quanto proposto dal prof che, a questo punto, manda vanti Fasanelli.

Il nome di Gios aleggia dunque sull’Upt e permetterebbe - assicurano i bene informati - di riagganciare quella parte del partito in sofferenza per una coalizione a trazione Pd-Futura 2018. Ci si riferisce a quei consiglieri come Mario Tonina, ma non solo, in difficoltà. Non è un segreto che lo stesso capogruppo Gianpiero Passamani o Piero Degodenz stiano mordendo il freno.

E a questo punto, preso atto di un Daldoss che appare e scompare dalle cronache politiche al ritmo della rotazione terrestre, e dato conto del nuovo progetto di Geremai Gios e dei civici, va dato conto di un altro esperimento che è rimasto a lungo in incubatrice. Ci ha lavorato la senatrice di Forza Italia Donatella Conzatti: visto il suo recente passato dentro l’Upt la senatrice avrebbe valutato l’ipotesi di presentare una propria lista, tutta di centro. La senatrice non conferma che il progetto decollerà: «La verità? Io ho sentito tanta gente, ho parlato per cercare di farla rinsavire, per uscire dagli slogan nazionali. Ora posso dire che non ci sarà un mio impegno per le elezioni provinciali. É vero - osserva Conzatti - che non ho la tessera di Forza Italia, ma il gruppo azzurro è plurale, composto da tante sensibilità. Ho già molte cose da fare a Roma».

Chiusura affidata alla presidente Caumo: «Solo stando assieme possiamo testimoniare al meglio la nostra identità e svolgere con più forza questo ruolo di portabandiera di una idea popolare e civico-territoriale. Del resto è nei momenti più difficili che si dimostra il senso di responsabilità ed il profilo morale di una classe dirigente».