L’Arci: «Militarizzare Trento è pericoloso» 

L’associazione: «Le istituzioni sfruttino l’associazionismo per creare socialità. Servono affitti più bassi»

TRENTO. «La nostra cultura è profondamente cambiata, siamo all'individualismo comunicativo, manca il confronto e il tessuto sociale è a forte rischio di disgregazione». Queste le parole di Andrea La Malfa, presidente Arci del Trentino, in occasione dell’11° congresso dell'associazione che si è tenuto ieri alle Gallerie di Piedicastello. Arci presenta una serie di idee propositive, ma non manca di sottolineare criticità e bisogni. “Il nostro impegno- prosegue La Malfa- è sempre stato quello di creare comunità. Promuovere la cultura, per contrastare la paura della diversità all'interno di una società che si sta trasformando rapidamente; supportiamo la solidarietà contro il rischio di esclusione, e concentriamo i nostri sforzi nell'offrire una gamma di attività concrete che favoriscano l'aggregazione. Uno dei nostri obiettivi dello scorso anno è stata la creazione di associazione a prevalenza giovanile non solo in città, ma su tutto il territorio. Obiettivo che si è però scontrato con alcuni ostacoli pratici, come la mancanza di spazi, e gli elevati costi di affitto. I giovani vanno resi protagonisti della vita comunitaria, responsabilizzati nella condivisione del bene pubblico anche tramite il volontariato. Vorremmo che vedessero in Arci un luogo dove mettersi in rete». Valore aggiunto, la stretta collaborazione intrapresa tra comitato Arci e Provincia di Bolzano, che ha permesso di fare rete, estendendosi a tutta la regione. Soddisfazione anche per l'approvazione della legge provinciale sulle politiche giovanili, che consente di dare continuità ai progetti che in si sono consolidati nel corso degli ultimi anni. Aspre critiche invece al centro sinistra cittadino, dopo l'apertura alla possibile introduzione dei militari in città. «Capiamo la richiesta di sicurezza- dice La Malfa- ma le risposte sproporzionate non sono soluzioni. Militarizzare una città è eccessivo e pericoloso. Istituzioni e forze dell'ordine devono adoperarsi per trovare delle misure che possano riabilitare il centro, sfruttando, perché no, anche la via dell'associazionismo come presidio democratico e motore di socialità». La Malfa è stato rieletto presidente. Nel nuovo direttivo: Bruno Pecoraro (vice), Claudia Cattani, Lucia Zanotti, Francesco Cima, Paolo Burli, Wanda Chiodi e di diritto per statuto, i presidenti dei circoli affiliati. L’esecutivo: Joshua De Gennaro, Claudio Bellin, Paolo Dolzan, Giada Vicenzi, Valentina Sega, Paolo Bisesti, Andrea Rippa. (a.s.)