L’addio a «Giocando»: lascia corso 3 Novembre 

Lo storico negozio dedicato al gioco chiude i battenti dopo trent’anni e trasloca specializzandosi svaghi educativi. «Ora tv e pc la fanno da padrona»



TRENTO. Prima la vendita promozionale poi la chiusura di un negozio, «Giocando», che per trent’anni in corso 3 Novembre 65 è stato un punto di riferimento per grandi e per piccoli che sono diventati grandi con i giochi di Edda (la mamma) e di Claudia (la figlia). Ma «Giocando» non scomparirà, ma verrà aperto nei prossimi mesi in un’altra sede ed in forma del tutto diversa. «L’idea è quella di un negozio sempre specializzato in giochi creativi e educativi, con la ditta Djeco come punto di riferimento. Poi ci saranno dei laboratori e tante idee che andremo a realizzare anche con l’aiuto dei nostri clienti». A chiudere e è un’epoca: quella del giocattolo tradizionale. «Purtroppo è così. Oggi si gioca fino a 8 anni poi solo tablet, telefonino e computer che finiscono per avere una funzione tipo baby sitter. Mentre con un gioco tradizionale il bambino può chiedere, si può essere coinvolti, ma questo sarebbe un discorso troppo lungo da fare». Così in attesa che «Giocando» riapra, l’unico negozio specializzato presente a Trento sarà «Italo» di Via Malpaga 2. «Una volta il gioco lo trovavi solo nei negozi specializzati – interviene mamma Edda – dove c’erano persone che davano consigli e lo spiegavano. Oggi li vendono dappertutto. Succede che entrano dei genitori che si informano su un gioco, se lo fanno spiegare e poi quando sanno tutto quello che serve, lo comprano in internet. Salvo poi tornare spesso delusi perché il modello non era lo stesso o non è stato consegnato in tempo». E poi c’è la posizione del negozio: «È cambiato tutto anche sotto questo aspetto. Prima che facessero la ciclabile – spiega Claudia - la gente passava qui davanti, poi c’era il Poli che richiamava molta clientela. Da parte nostra abbiamo sempre cercato di avere tutto quanto era possibile. Oggi un negozio così grande in una zona come questa non ha più senso. Entrando nel nostro negozio sembrava che il tempo si fosse fermato. Tutto era ancora come una volta e i nostri giochi erano gli stessi intramontabili di un tempo: il legno col suo fascino antico, i giochi di società a cui tutti da piccoli abbiamo giocato quando ancora la televisione ed il pc non la facevano da padroni nelle serate in famiglia». Sarà questa atmosfera a mancare più di tutto. (d.p.)















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