Immigrati, la formazione dei sindacati 

Accoglienza alternativa. La Provincia arretra, le parti sociali si organizzano: sette eventi dedicati ai richiedenti asilo L’obiettivo è di spiegare ai lavoratori stranieri diritti e doveri, ma anche presentare il ruolo delle organizzazioni sindacali

trento. Non c’è solo la Diocesi a fare opera di supplenza a fronte del depotenziamento, se non smantellamento, del sistema di accoglienza straordinaria degli immigrati che la giunta provinciale a trazione leghista sta perseguendo. La società trentina, almeno quella parte più sensibile e politicamente avveduta e aperta, reagisce. Ieri mattina i sindacati, il Centro Astalli e la cooperativa Arcobaleno, hanno presentato un progetto (“Sindacati senza frontiere”) che prevede una serie di incontri di formazione, in tutto sette, a partire da lunedì prossimo (nella residenza di via Fersina e al Cinformi), rivolta ai lavoratori immigrati richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale (fin che ce l’hanno, visto che il decreto sicurezza del ministro Salvini l’ha cancellata) inseriti nei programmi di accoglienza. Potenzialmente, si tratta di 1345 lavoratori stranieri. Uno degli incontri sarà riservato alle donne visto che alcune di esse potrebbero essere state vittime di tratta e di sfruttamento e quindi necessitano di particolare tutela.

Incontri in più lingue

Nel corso degli incontri, che si svolgeranno per gruppi linguistici omogenei in inglese, francese e urdu, presente un mediatore culturale, saranno forniti gli elementi fondamentali riguardanti i diritti e i doveri dei lavoratori (il settore più a rischio è quello agricolo) nonché il ruolo delle organizzazioni sindacali. «E’ anche un modo – ha sottolineato Matteo Salvetti della Uil – per avvicinare questi lavoratori in attesa di asilo e titolari di protezione ai sindacati che, salvo rari casi, non frequentano».

A fronte di questa situazione, secondo il Rapporto 2017 sull’immigrazione i lavoratori stranieri regolarmente residenti in Trentino iscritti ai sindacati sono 13 mila su un totale di 20 mila 400. Il progetto prevede inoltre la pubblicazione di una guida multilingue (in inglese, francese, arabo e urdu), rivolta a tutti i lavoratori stranieri, che spiegherà i concetti di base sul rapporto di lavoro, le relative tutele e il ruolo dei sindacati.

Le proposte dei sindacati

Milena Sega della Cisl ha avanzato una proposta. «All’interno dei Centri per l’impiego – ha detto – potrebbero essere inseriti i professionisti delle coop, fino a poco tempo fa impiegati al Cinformi, che si occupano di accoglienza e orientamento al lavoro». Secondo Assou El Barji della Cgil “il lavoro è il principale fattore di integrazione degli immigrati. Dispiace il venir meno dell’impegno della Provincia sull’orientamento”. Annalisa Prandi della coop Arcobaleno, Anna Sattanino e Valentina Merlo del Centro Astalli hanno invece sottolineato il significato della guida multilingue: «Attualmente, di mediamente comprensibili, non specialistiche, non ce ne sono”.

PA.PI.