politica

Il ministro Boschi va all'attacco dell'autonomia trentina

«Non è il momento propizio, ma sarei favorevole alla soppressione di queste realtà». E da Rossi a Dorigatti, piovono le reazioni infastidite

TRENTO. «Non è la prima volta e purtroppo non sarà l'ultima. Negli eleganti "think tank" della politica che pensa a un'Italia più moderna ed efficiente, si spaccia l'abolizione delle Regioni a statuto speciale come un fattore di modernità e di efficienza». Ad affermarlo, in una nota, è il presidente del Consiglio provinciale di Trento, Bruno Dorigatti. «La ministra delle Riforme Maria Elena Boschi - prosegue Dorigatti - ieri alla Leopolda di Firenze: "Non è il momento propizio, ma sarei favorevole alla soppressione di queste realtà"». Quasi all'unisono, il presidente del Piemonte, Sergio Chiamparino, al Convegno annuale della Fondazione Iniziativa Subalpina a Stresa: 'In materia di Titolo V della Costituzione, si dovrebbe affrontare la questione delle regioni a statuto speciale, anche perchè, come dice il film di Alain Resnais, 'La guerra è finità».

«Quindi la specialità associata al vecchio - aggiunge Dorigatti - senza distinzione alcuna, naturalmente, tra regioni che con la specialità hanno effettivamente sperperato fiumi di risorse pubbliche, e altre regioni che sulla specialità hanno invece costruito - mattone dopo mattone, per quasi settant'anni, onorando una tradizione millenaria di autogoverno - un modello di società capace di confrontarsi senza arrossire con le democrazie del Nord Europa». «Occorre una reazione ragionata e vigorosa - conclude il presidente del Consiglio provinciale trentino - a questo continuo stillicidio di attacchi rivolti anche al Trentino».

«Le dichiarazioni del ministro Boschi sulle Regioni a statuto speciale ripropongono stanche litanie peraltro non veritiere nè aggiornate. Il Trentino Alto Adige, proprio grazie all'Autonomia speciale sta facendo uno sforzo enorme ed altrettanto 'specialè per dare una mano al Paese». Lo dichiara il presidente della Regione Trentino Alto Adige e della Provincia autonoma di Trento, Ugo Rossi, a seguito di notizie che attribuiscono al ministro delle riforme, Maria Elena Boschi dichiarazioni favorevoli all'abolizione delle Regioni a statuto speciale.

«Ho avuto modo di manifestare il mio disappunto al presidente del Consiglio dei ministri, Matteo Renzi - afferma Ugo Rossi - alla luce tra l'altro dello sforzo eccezionale che il nostro territorio si è impegnato a sostenere per garantire la tenuta dei conti dello Stato. »Lo stesso sottosegretario Delrio, in sede di accordo - aggiunge Ugo Rossi - ha dato atto della responsabilità dimostrata dal Trentino e dall'Alto Adige che impegnano una considerevole quota del proprio bilancio per la tenuta del «sistema Italia». Dichiarazioni che continuano ad alimentare luoghi comuni sui nostri presunti privilegi non fanno bene a nessuno e mortificano chi, come la nostra comunità, non si è mai sottratta a fare il proprio dovere«. 

Anche il Gruppo consiliare dell'Unione per il Trentino «vuole stigmatizzare le dichiarazioni del ministro Boschi che, ancora una volta, ha ribadito la Sua posizione di netta contrarietà nei confronti delle autonomie speciali». Lo scrivono i consiglieri provinciali trentini dell'Unione per il Trentino Giampiero Passamani, Pietro De Godenz e Mario Tonina in una nota «Boschi ha addirittura affermato - proseguono - che 'se proponessimo adesso l'abolizione delle Regioni a statuto speciale, rischieremmo di non portare a casa il risultato e di incorrere nell'errore degli ultimi trent'anni, cioè che per cercare di avere la riforma ideale non portiamo a casa niente.

Tale dichiarazione - afferma il gruppo dell'Upt - è inquietante perchè lascia trasparire un'idea preconcetta nei confronti delle Regioni a statuto speciale, figlia di un centralismo cieco di cui purtroppo i governi che si sono succeduti negli ultimi anni, tranne forse nella parentesi a Palazzo Chigi di Enrico Letta, hanno dimostrato di credere fermamente». «Il governo Renzi - prosegue la nota - deve uscire da questo equivoco: da una parte il premier promuove verbalmente un'azione di governo che dovrebbe - a suo dire - premiare le eccellenze e rilanciare la meritocrazia nel nostro Paese, dall'altro ancora una volta, non riesce a saper differenziare all'interno delle autonomie speciali tra chi ha dimostrato di sapere ben governare e gestire con grande responsabilità la cosa pubblica e chi no». «Il Gruppo consiliare dell'Unione per il Trentino auspica che questo atteggiamento di contrarietà preconcetta nei confronti delle autonomie speciali possa cambiare e che il ministro Boschi possa rivedere le sue posizioni, visto che anche con l'Accordo di Roma dei giorni scorsi, sono ancora le Regioni a statuto speciale virtuose a pagare il conto più salato dal punto di vista economico e a doversi assumere un ulteriore carico di responsabilità nel contributo al risanamento del sistema Paese».