Corpi “esplosivi” per il doping 

La scoperta. I carabinieri e il Nas hanno trovato nelle abitazioni di due giovanissimi body-builder della val di Fiemme anabolizzanti e ormoni  Uno degli assuntori ha ammesso di aver avuto grossi problemi cardiaci. L’allarme: «Medici e preparatori scellerati ne consigliano l’uso» 

di Valentina Leone

Trento. Anabolizzanti, ormoni della crescita e diuretici. Sono i farmaci dopanti che i carabinieri della compagnia di Cavalese, insieme al personale specializzato del Nas di Trento, hanno trovato nelle abitazioni di due giovanissimi body-builder della val di Fiemme.

Sono state diverse le perquisizioni effettuate nei giorni scorsi a casa di atleti ventenni, e in due casi hanno dato esito positivo, con il sequestro di sostanze per un valore di circa 5.000 euro. I militari si sono attivati dopo aver notato l'irrobustimento innaturale di alcuni giovani, noti nel circuito del body-building anche a livello nazionale, non giustificabile dal normale allenamento in palestra.

I giovani si sarebbero procurati i farmaci autonomamente, via internet, sfruttando il commercio illegale online. Al momento non risultano quindi coinvolte palestre.

Si tratta, come detto, di ragazzi giovanissimi - tutti intorno ai 25 anni - che, probabilmente, non sono pienamente consci degli effetti devastanti che possono avere certe sostanze, e dunque ritengono di poterne fare uso senza particolari conseguenze sulla salute. Così non è, anche perché, come è emerso nell’ambito delle perquisizioni, una delle persone coinvolte ha ammesso di aver avuto problemi cardiaci e di essere attualmente in cura da uno specialista.

L’azione dei Carabinieri intende quindi ottenere non solo un effetto repressivo ma anche preventivo, considerata anche la giovanissima età degli assuntori e, d’altro canto, la relativa facilità con cui, grazie al commercio online, ci si riesce a procurare le sostanze dopanti.

«Nel corso delle operazioni - scrivono i carabinieri in una nota - si è potuto infatti apprendere come gli assuntori si ritengano immuni dagli effetti causati, fidandosi ciecamente di scellerati preparatori e medici, che mettono irresponsabilmente a repentaglio l’integrità fisica degli atleti seguiti». Gli ispettori antidoping del Nucleo Antisofisticazioni Trentino fanno presente come «l’uso di farmaci dopanti possa causare danni irreversibili agli organi interni, in particolare reni, fegato ed apparato genitale, che sono i primi ad essere intaccati in esito all’uso di quei prodotti».

Per le donne, infatti, uno dei primi effetti che solitamente si ha con l’assunzione di doping è il blocco del ciclo mestruale, mentre gli uomini incorrono frequentemente in disfunzioni erettili.

Come detto, non sono al momento coinvolte palestre e non vi è alcun addebito per strutture sportive, ma il Nas ha comunque evidenziato come in molti casi chi si procura illegalmente queste sostanze è vittima di consigli sbagliati da parte di medici o allenatori che seguono chi fa attività sportiva a livello agonistico.