il caso 

«Clandestini? Meglio scimmie e giraffe»

Il consigliere comunale Moranduzzo (Lega) attacca su Facebook. Poi cerca di spiegare: «Gli animali non danno problemi»


di Andrea Selva


TRENTO. Un clandestino sotto casa? Meglio un’invasione di giraffe, di elefanti, di scimmie ma anche di cammelli. Insomma, meglio gli animali dei clandestini che spacciano nelle piazze. Parola del consigliere comunale Devid Moranduzzo (Lega Nord) che ieri mattina ha affidato il suo pensiero a Facebook per poi argomentare arditamente che si tratta di un’affermazione normalissima: «Non penso di mancare di rispetto a nessuno se affermo che almeno gli animali non recano nessun problema mentre i clandestini che si vedono in piazza Dante non si comportano bene».

Chissà se Moranduzzo, 33 anni, commerciante, leghista con la passione per il calcio che fa politica ispirandosi a Salvini, ha idea dell’effetto che potrebbe avere il passaggio di un elefante in una via di Gardolo, il suo sobborgo. Di sicuro ha le idee chiare sui danni che provocano i clandestini: «Sono fuori regola, partono da un territorio dove non c’è la guerra e vengono in Italia dove commettono reati e spacciano visto che non c’è lavoro».

Insomma, meglio i cammelli dei clandestini ha sentenziato Moranduzzo che sul suo profilo Facebook ha ottenuto consensi unanimi: «Il 100 per 100 dei commentatori sono d’accordo con me» ha detto, parlando in realtà di 13 persone. «E comunque ero ironico».

Ieri sera - quando il Trentino l’ha contattato - si è detto stupito: «Un giornale serio come il vostro si interessa ai miei post su Facebook? Mi farete solo pubblicità». Una pubblicità di cui il consigliere comunale avrebbe fatto volentieri a meno. Ma il giovane leghista non deve preoccuparsi: questo è un paese libero in cui il leghista Calderoli ha potuto paragonare la ministro Kyenge a un orango senza pagarne conseguenze, grazie anche al voto dei consiglieri del Pd che hanno negato l’autorizzazione a procedere per il reato di diffamazione. Figuriamoci se ci saranno guai per un consigliere comunale che ai clandestini dice di preferire le scimmie.

In ogni caso Moranduzzo ha provato a sviare l’attenzione: «Andate a leggere cos’ha scritto la consigliera Romano sui ladri». Evidentemente Facebook ai consiglieri comunali fa uno strano effetto. E pure ai sindaci, visto lo scivolone “razziale” di cui è stato protagonista nei mesi scorsi il primo cittadino di Borgo, Fabio Dalledonne, salvo poi presentare le proprie scuse.

Di migranti (e non di animali africani) si è parlato invece in consiglio regionale dove è stata bocciata la mozione presentata da alcuni consiglieri di opposizione (Cia, Fugatti, Bottamedi e Bezzi) per impegnare la Provincia a istituire un centro di identificazione ed esplusione dove rinchiudere (di questo si tratta) i migranti colpiti da obbligo di espatrio. Su questo tema la competenza è statale (e non provinciale) e sarà quindi lo Stato ad avviare il confronto con le province autonome di Trento e Bolzano per la localizzazione del centro sul territorio regionale.

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