IL CASO

Caso Itas, Grassi condannato a due anni per calunnia

Dovrà anche pagare 10 mila euro alla parte civile, Alessandra Gnesetti. L’ex direttore generale è stato assolto invece dalle accuse di tentata estorsione e falso. Assolta da quest'ultima accusa anche Gnesetti

TRENTO. L’ex direttore generale dell’Itas Ermanno Grassi è stato condannato a 2 anni per calunnia nei confronti di Alessandra Gnesetti e al risarcimento di quest'ultima con 10 mila euro; assolto invece dalle accuse di tentata estorsione (nei confronti dell’ex presidente di Itas, De Benedetto) e falso (per una multa stradale). Una pena pesante: il pubblico ministero Carmine Russo aveva chiesto un anno e tre mesi per la calunnia e la tentata estorsione e 15 giorni per il falso. Gnesetti è stata invece assolta dall'unica accusa che le era stata mossa, quella di falso.

 

Le accuse. L'accusa di calunnia, per la quale Gnesetti era parte civile, nasceva da delle fattura per i servizi di assistenza in favore della madre di Grassi che sarebbero state pagate da Itas. L'avvocato della donna, Beniamino Migliucci, aveva evidenziato come l’attendibilità di Gnesetti fosse comprovata e che Grassi, quando la denunciò, sapesse che la donna stava dicendo la verità.

In tribunale era stato sentito come testimone anche il presunto estorto ossia l’ex presidente di Itas Giovanni Di Benedetto. Che in aula, rispondendo alle domande, aveva spiegato di non aver subito nessun tentativo di estorsione.