VAL D FIEMME

Bob “pirata” allo Snowpark di Ziano 

Vittima un quarantenne che ha riportato fratture agli arti. «Viaggiava a gran velocità, senza frenare. Poi è sparito»

di Francesca Quattromani

TRENTO. «Tibia e perone rotti, ne avrò per due mesi». Luca Mantovani, 40 anni, turista veronese, lo dice con dispiacere. «Era un ragazzino, mi ha travolto con il bob al Baby Snowpark di Ziano di Fiemme. Sono finito a terra e lui è sparito. Nella discesa precedente, il giovanissimo sul bob, procedendo sempre a gran velocità, solo per caso è riuscito ad evitare un bambino che si trovava alla fine della pista. Lo avrebbe travolto».

Mantovani, che da anni ha scelto il Trentino come meta delle proprie vacanze, giovedì si trovava al Babypark di Ziano di Fiemme, insieme ai figli di due e sette anni. L’ uomo soffre di una disabilità motoria che gli rende difficili gli spostamenti, soprattutto se di natura repentina. «Giovedì, alle 11, mi trovavo allo Snowpark di Ziano, una piccola pista con neve sparata che ospita un tappeto di risalita per slittini. In fondo alla discesa c’è una zona dove, solitamente, genitori e bambini sostano».

I primi in attesa delle discese dei piccoli, i secondi impegnati nel gioco. «Ad un cero punto vedo scendere dalla pista un ragazzino sopra un bob. Andava a gran velocità, senza mai frenare. Per poco non centrava un bimbo che era in fondo alla pista e stava giocando». Mantovani, alla vista della scena, ha avuto un brivido. Si trovava in quella zona di passaggio dove un po’ si sosta un po’ si assiste al passaggio dei bambini che si dirigono sul piccolo impianto di risalita. Mantovani stava guardando i propri figli durante i giochi in pista e sulla neve.

Nel solito posto, la solita attesa, in una bella giornata in famiglia godendo della gioia dei figli.

«Il ragazzino con il bob stava scendendo un’altra volta. Lo guardavo». Lo stupore era il medesimo, per quella corsa a gran velocità senza freni, accanto a bimbi in slitta, ad altri con il bob. Il ragazzino era veloce, molto veloce. «Lo vedo scendere e dirigersi verso la fine della pista, verso le persone. La gente si spostava ma io, a causa delle mie difficoltà motorie, non ho avuto la stessa prontezza. Ero impietrito. Il ragazzino mi ha falciato la gamba e sono finito a terra. Dopo non lo ho più visto. È sparito». L’arrivo dell’ambulanza, i soccorsi in pista, il trasporto all’ospedale di Cavalese. Tibia e perone rotti, la prognosi è di due mesi. Serviranno delle cure. Su tutto, il pericolo di discese senza freni in aree dedicate ai più piccoli, il timore che possa accadere ad altri. Poi l’appello. «Se qualcuno ha visto l’accaduto mi contatti, grazie».