Avis Trentino, aumentano i donatori 

Sono 1.500 i nuovi iscritti, saldo positivo di 135 unità. Per quest’anno si prevede di raccogliere 24 mila sacche di sangue

di Fernando Valcanover

TRENTO. Sono oltre 1.500 i nuovi donatori di sangue dell’Avis del Trentino che, tolti chi ha lasciato l’associazione, portano ad un saldo positivo di oltre cento unità. Ieri a Grumes, l’assemblea ordinaria 2018, con circa 160 tra presidenti e delegati, in rappresentanza delle Avis di base e comunali. Dopo il benvenuto e i saluti di rito, il presidente dell’Avis del Trentino Franco Valcanover ha introdotto i lavori con la relazione, ricordando che l’Avis è un sistema in evoluzione con la riforma del terzo settore e anche con le novità del piano plasma. È poi passato subito a dare evidenza ai numeri dell’Avis Trentina, che è composta da 47 Avis comunali e di base. I soci donatori sono complessivamente 19.343, i non donatori 351, i nuovi soci iscritti nel 2017 sono stati 1.535, quelli cancellati per vari motivi, 1.400. Il saldo complessivo positivo rispetto al 2016 è di 135 unità.

Accanto a questi dati anche l’attesa relazione sull’attività della donazione. Ha ricordato che dal pionieristico atto di donazione «braccio a braccio» si è passati alla donazione in aferesi, alla scomposizione del sangue prelevato, ala minuziosa selezione del donatore, all’esecuzione di test sempre più sicuri, alle terapie mirate. Le donazioni di sangue intero al 31 dicembre 2017 sono state 23.086, quelle in plasmaferesi produttiva 1.097, altre donazioni 165. In totale 24.348 donazioni nel 2017, ma 40 in meno rispetto al 2016. Da ricordare che l’Avis del Trentino raccoglie il 90% del sangue donato nella nostra provincia. È stata sottolineata anche l’importanza del plasma e la necessità di sensibilizzare i donatori alla pratica o al ritorno della donazione in plasmaferesi. Tra le analisi contenute nel documento presentato all’assemblea c’è un’interessante graduatoria delle 30 Avis comunali per quanto riguarda il sangue intero, il plasma, il Cito, oltre al numero dei nuovi soci entrati. In conclusione si concorda con la necessità di riformare l’Avis adeguandola alle nuove leggi, per assicurare una risposta efficace al bisogno di salute. Nel corso dei lavori è stato illustrato dal tesoriere Bruno Dalledonne anche il bilancio consuntivo 2017, che vede ricavi per 803.797 euro, costi per 798.668 euro, con un attivo finale di 5.129 euro. Il bilancio preventivo prevede una somma a pareggio di 544.000 euro. Tra i dati della raccolta sangue 2018, si prevedono donazioni per complessive 24.000 sacche.

A fare gli onori di casa in assemblea, oltre al presidente dell’Avis del Trentino, Franco Valcanover, affiancato dal vicepresidente Fabrizio Zappaterra, dalla rappresentante dell’Avis nazionale, Tiziana Tacchini, dalla segretaria Elisa Viliotti, c’era il presidente dell’Avis comunale della val di Cembra, Adriano Pojer assieme ai suoi collaboratori. Tra le autorità da segnalare la presenza della vicesindaco del Comune di Altavalle, Vera Rossi, del sindaco di Lisignago, Damiano Zanotelli, del presidente della Comunità Valle di Cembra Simone Santuari.