Al Muse arriva il filosofo Zecchi «Mixerò umanesimo e scienza» 

Nomine. Dopo Sgarbi al Mart, la giunta provinciale sceglie un altro volto noto al grande pubblico. Da pensionato, non percepirà compenso. Nel cda del museo entrano anche Laura Strada e Alberto Pacher (indicato dal Comune)  



Trento. Dopo la presidenza di Vittorio Sgarbi al Mart, ecco quella di Stefano Zecchi al Muse. E sembra di assistere ad una puntata del “Maurizio Costanzo show”. Già, il presidente Maurizio Fugatti e l’assessore Mirko Bisesti hanno ratificato in giunta provinciale la propria decisione, dopo un incontro avuto nei giorni scorsi in piazza Dante con Zecchi, professore universitario di estetica, noto al pubblico come opinionista televisivo.

Come Sgarbi anche Zecchi non percepirà alcun compenso per la propria presidenza: accanto a Zecchi, indicato quale presidente, la giunta provinciale ha nominato anche il secondo componente del cda del Muse che - nel rispetto delle regole sull'equilibrio di genere - deve essere una donna. Si tratta della trentina Laura Strada, caporedattrice della Tgr di cui coordina le rubriche nazionali. Siederà nel consiglio di amministrazione assieme all'ex sindaco ed ex vicepresidente della Provincia, Alberto Pacher, designato dal Comune di Trento.

Caratteristiche giuste

«Siamo certi che le caratteristiche del professor Zecchi - commentano Fugatti e Bisesti - sapranno dare il giusto apporto alla mission del Muse che accanto al rigore scientifico unisce la vitalità di continue proposte capaci di mantenere alto il potenziale attrattivo di un museo che ha finora dato grandi soddisfazioni. Per questo ringraziamo il board uscente porgendo nel contempo i migliori auguri a chi ora dovrà portare avanti la continua sfida dell'eccellenza».

Ma quale dovrà essere la missione del professore Zecchi alla presidenza della struttura disegnata da Renzo Piano? «Mi pare di aver compreso che alla Provincia interessi un mio apporto per un impulso umanistico in una struttura scientifica di pregio indiscusso come è il Muse. Mi piacerebbe farlo in questo che è l’anno dedicato a Leonardo da Vinci, grandissimo personaggio che incarnava entrambi gli aspetti in maniera mirabile» commenta il professore.

«Mi chiede se ho sono già stato nel passato presidente di un museo? Di museo no, sono stato presidente dell’Accademia di Belle Arti di Brera, a Milano. Adesso mi confronterò con il consiglio d’amministrazione nel suo complesso e con il direttore Michele Lanzinger che, tra l’altro, ho già sentito al telefono. Mi sono documentato ed ho visto il grande lavoro che Lanzinger ha fatto: sono io ad essere in buone mani con il direttore del Muse».

Il precedente a Brera

Zecchi il museo che presiederà, nella sua recente toccata e fuga a Trento, non è riuscito a visitarlo: «No, ma l’avevo già visto da spettatore. Solo che quando sono venuto a Trento per incontrare il presidente Fugatti e l’assessore Bisesti stava piovendo come, mi hanno detto, non succedeva da mesi. Quindi, anche perché tutti avevamo anche degli altri impegni, si è convenuto di andarci assieme in un’altra occasione. Quando verrò a Trento la prossima volta» spiega il neo presidente.

Resta una curiosità. Ovvero come mai anche il professore Stefano Zecchi, come il suo collega presidente di museo Sgarbi, abbia accettato l’incarico senza percepire un compenso? «Semplice, per quanto mi riguarda. Io percepisco una pensione. E c’è una legge, mi pare che sia la Tremonti, che prevede che non si possa percepire un altro compenso» chiude. Ma la Provincia si è assicurata intanto due pezzi da novanta per le strutture museali più celebri.G.T.













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