penne nere

Adunata degli alpini 2018, già tutto esaurito

Alberghi tutti pieni in città, quasi esauriti anche in valle dell'Adige e Valsugana. Business da 120 milioni

di Luca Marognoli

TRENTO. Trento città: tutto esaurito. Valle dell'Adige e Valsugana: ultimi posti disponibili. Se avete intenzione di soggiornare a Trento in quelle date mettetevi il cuore in pace: non troverete un letto neanche a pagarlo oro. Se non in tenda. E non stiamo parlando del prossimo ponte dell'Immacolata, ma del fine settimana da venerdì 11 a domenica 13 maggio. Ma fate attenzione a non sbagliare l'anno: è il 2018.

Proprio così: mancano 18 mesi all'Adunata nazionale degli alpini che verrà ospitata da Trento, in una ricorrenza storica perché coincidente con il centenario della fine della Grande Guerra, e gli alberghi del capoluogo sono saturi. Presto lo saranno anche quelli del resto della provincia.

La conferma viene dall’avvocato Paolo Frizzi, vicepresidente della Sezione di Trento dell'Ana. «Il Comitato organizzatore dell'Adunata ha bisogno di circa 200 camere per i presidenti di sezione, per il consiglio direttivo e per gli ospiti vari. Le abbiamo quasi trovate, ma ci lavoriamo da settimane e non è stato facile. Trento è strapiena. Anzi se c'è qualche albergatore sfuggito alle attente maglie dell'Apt di Trento, che ha fatto da anello di congiunzione principale con le altre aziende di soggiorno, si faccia avanti chiamando la Sezione. Ma è una battuta: so per certo che in città e collina non è rimasto più nulla».

I posti disponibili. La ricettività complessiva della città di Trento è attorno ai 1.530 posti. Il “sold-out” è previsto nelle due notti di venerdì e sabato, in corrispondenza delle manifestazioni ufficiali. «Ma molti arriveranno prima e andranno via dopo», spiega Frizzi. «In queste occasioni, infatti, diversi approfittano per fare del turismo, portando la famiglia e incontrando amici».

All'evento clou, la sfilata, sono attese 500 mila persone. «Solitamente oltre un quinto, circa 120 mila, si ferma almeno una notte in albergo».

Dalla città il raggio delle strutture ricettive che saranno prenotate si allargherà inesorabilmente. E di molto, stando all'esperienza dello stesso Frizzi. «Alle Adunate organizziamo sempre una trasferta per i nostri iscritti e l'agenzia va dove trova, a seconda del periodo. Quest'anno, prenotando in novembre per maggio, siamo stati alloggiati ad Alessandria, a 20 minuti di Trento da Asti, dove si teneva l'Adunata. Nel 2018 è quindi prevedibile che prenoteranno anche in Alto Adige e in Veneto. Poi ci saranno tutti gli alloggi collettivi messi a disposizione. Molto dipenderà dagli spazi che il Comitato riuscirà a trovare, confrontandosi con Comune e Provincia».

L’indotto economico e occupazionale. Ma l'Adunata nazionale non è solo incontro, memoria, occasione per rafforzare lo spirito di corpo. È anche un grande business per chi ospita. «Uno studio dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano riferito all'Adunata di Piacenza del 2013 diceva che la ricaduta sul territorio, comprendente l'indotto ma anche le imposte dirette e indirette, si aggirava attorno ai 120 milioni di euro. In quell'occasione furono stimate 350 mila persone e si fece poi un computo sulla base di chi sfilava e del costo degli alloggi».

È lecito attendersi numeri più cospicui a Trento, perché quella del 2018 sarà un'Adunata speciale. Per un motivo storico, prima di tutto. «Sì, cadrà in un momento importante e molto simbolico – commenta Frizzi - che non è certo la vittoria della guerra, bensì la conclusione di un ciclo commemorativo legato al centenario».

Grandi numeri quindi. E a spartirsi la torta (in senso positivo) dell'indotto saranno diversi settori dell'economia locale, con in testa l'alberghiero (48%, secondo il professore della Cattolica Paolo Rizzi, quasi omonimo del vicepresidente dell'Ana di Trento), seguito dal commercio al dettaglio (13%), dai trasporti (4,1%) e dall'alimentare (3,9%).

Benefici ci saranno anche per l'occupazione, con 1300 nuovi posti di lavoro temporanei.

Vantaggi anche per il pubblico. A tutti questi aspetti spesso si dà poco risalto quando si parla di un'Adunata nazionale. «Sono quelle notizie che sfuggono ai più ma non possono non suscitare l'interesse di chi ci finisce in mezzo», continua Frizzi, che osserva come «anche le amministrazioni pubbliche incasseranno la loro parte in imposte indirette». Fa testo l'esempio di Bolzano nel 2012: «All'epoca il Comune aveva speso un milione e mezzo e alla fine, oltre a tornare al coperto, si vide consegnare dal Comitato organizzatore un assegno ulteriore di quasi 200 mila euro».

Ci sono poi altre forme di ritorno per la collettività da considerare. «Non dimentichiamo che la Protezione civile dell'Ana nazionale compie sempre degli interventi sul territorio delle città ospitanti: ristruttura, ad esempio, parchi in disuso e argini di fiumi. E ci sono atti di liberalità a favore di un paio di associazioni che ricevono, per tradizione nella serata d'onore del sabato, somme di 80 mila euro ciascuna. A Latina con quei soldi acquistarono i computer per due scuole. È una forma di ringraziamento per l'ospitalità ricevuta».

Economia a parte, le penne nere trentine sperano che dall'Adunata arrivi anche un altro “regalo”: «La nostra Sezione - conclude l’avvocato Frizzi - conta 24 mila iscritti e, come accade sempre in queste circostanze, in quei giorni ci aspettiamo ulteriori iscrizioni di alpini “dormienti” (mai iscritti). Bergamo ci sorpassò quando ospitò l'Adunata del 2010, distribuendo 800 nuove tessere. Noi contiamo nel controsorpasso».

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