Addio a Remo Segnana, fu assessore regionale e senatore della Dc 

Si è spento a 92 anni il politico che ebbe ruoli chiave all’agricoltura a fine anni ’60. A Roma rimase 4 legislature  

TRENTO. Remo Segnana, senatore per quattro legislature, si è spento all’età di 92 anni (ne avrebbe compiuti 93 in dicembre). Democristiano di lungo corso, con una militanza in ruoli chiave dalla fine degli anni Cinquanta fino agli anni Ottanta, Segnana, era nato a Borgo Valsugana il 10 dicembre 1925.

All’inizio della sua lunga e prestigiosa carriera fu esponente delle categorie economiche nell’Unione commercio e turismo, nel 1956 entrò in consiglio provinciale, dove venne rieletto per altre due legislature, fino al 1968 nelle fila democristiane. Nella quarta legislatura, dal 1960 al 1964 fu assessore all’agricoltura provinciale, per poi rivestire l’incarico a livello regionale. Un ruolo strategico, quello di assessore all’agricoltura, in una fase in cui il Trentino attraversò una trasformazione epocale passando da un’economia principalmente rurale ad una industriale. Non solo, l’assessore si trovò a dover affrontare la gravissima emergenza dell’alluvione del novembre del 1966 che devastò il Trentino, registrando 26 vittime. Per lui, molto legato al suo territorio di riferimento, la Valsugana, l’alluvione comportò un impegno straordinario per la ricostruzione dei paesi devastati, in particolare del Primiero e del Vanoi.

Dal 1968, la sua carriera politica decolla, con ben quattro legislature a Roma, nel Senato della Repubblica, dal 19 maggio 1968 all’11 luglio 1983.

Anche a livello nazionale Segnana ha avuto incarichi di prestigio, nella commissione Finanza e Tesoro, assumendone la presidenza nelle ultime due legislature, dal 1976 al 1983. Giorgio Postal, compagno di partito in quegli anni ed a sua volta parlamentare per sei legislature (tre come deputato e altrettante come senatore), nonché segretario Dc provinciale, lo ricorda così: «È stato un uomo che ha rivestito dei ruoli chiave, sia a livello regionale che a livello nazionale, negli anni di svolta economica con la prima industrializzazione ed a livello istituzionale nell’applicazione del secondo Statuto d’Autonomia, del ‘72. Segnana, sia per la sua collocazione interna al partito, sia per i suoi ruoli istituzionali è una dei protagonisti della classe dirigente che ha costruito la fase delicata degli anni Sessanta». Postal ricorda anche gli incarichi di Segnana a Roma: «Nel ruolo prima di vicepresidente della commissione Finanza e Tesoro e poi di presidente, ha avuto un dialogo costante con gli allora ministri delle Finanze. Ma anche finita l’esperienza parlamentare, ha avuto incarichi di prestigio come la presidenza del Mediocredito e quella dell’Itas».

Giorgio Postal aggiunge ancora parole di stima nei confronti del compagno di partito: «Era un personaggio che aveva un rapporto strettissimo con il suo collegio, quello di Pergine, con Valsugana, Primiero, Fiemme e Fassa. Era un uomo popolare, nel solco della lezione degasperiana, che si impegnava sul territorio ed ascoltava molto la gente. Era un uomo del fare, con una predisposizione per le questioni economiche, sapeva in definitiva tradurre sul terreno delle scelte politiche ciò che il popolo chiedeva».

I funerali di Segnana si terranno domani 19 giugno, alle 15, nella chiesa di Sant’Antonio in Bolghera. (sa.m.)

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