A Levico la comunità reagisce incredula 

Il sindaco Michele Sartori: «Carabinieri e municipale confermano: mai ricevuto denunce in tal senso»


di Luigi Carretta


LEVICO TERME. Incredulità e prudenza a Levico Terme attorno alla vicenda riportata ieri dal Trentino, relativa alla denuncia fatta pubblicamente dalla CISL, riguardante il supposto sfruttamento di alcuni operai agricoli bosniaci che sarebbero stati alloggiati per lungo tempo in roulottes fatiscenti, e sottopagati per le loro prestazioni lavorative.

Al momento, e in attesa delle verifiche di rito, il sindacato non ha voluto rivelare il nome della ditta che sarebbe coinvolta, ma dalle informazioni raccolte pare trattarsi di una ditta operante nel settore dei piccoli frutti, che almeno per nove anni avrebbe tenuto una simile condotta. Ed è proprio l’insolita lunghezza del periodo denunciata quella che suscitava ieri nella cittadina termale più di una perplessità, sebbene sia tra i cittadini che tra le autorità l‘atteggiamento rilevato fosse quello improntato alla assoluta prudenza, nell’attesa di ulteriori informazioni utili a chiarire meglio un quadro dipinto a tinte assai fosche, attendendo le doverose verifiche che si renderanno a questo punto necessarie. E va peraltro sottolineato che se l’attenzione nei confronti di situazioni lavorative sospette o che non tutelino i dipendenti secondo le norme di legge va sempre mantenuta costantemente alta, la situazione del Trentino è ben lungi da quella che purtroppo si deve registrare in altre parti del nostro paese. E quindi comprensibile come la situazione di sfruttamento denunciata dalla CISL sia piombata su Levico come una specie di fulmine a ciel sereno. Il sindaco Michele Sartori, appresa la notizia si è subito attivato con la locale stazione dei Carabinieri e con il Comando dei Vigili Urbani.«Entrambi mi hanno confermato di non avere mai ricevuto denunce in tal senso o anche solo segnalazioni. Peraltro proprio i nostri vigili urbano sono sempre stati attenti proprio a segnalazioni di questo tipo, svolgendo spesso attività di identificazione, controllo dei documenti e verifica della situazione di persone straniere presenti sul nostro territorio».

Nemmeno l’amministrazione comunale, a detta del primo cittadino, ha mai avuto sentore o avvisi di sorta di una simile situazione. «Se avessimo saputo qualcosa avremmo sicuramente avviato una serie di verifiche, per quanto di nostra competenza».















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