Sosta selvaggia, ma solo nel salotto buono della città 

Il paradosso di Piazza Rosmini. In teoria c’è il divieto anche di fermata, invece la regola sono le auto ferme dalla mattina fino a notte fonda. Con i vigili urbani che chiudono un occhio

di Luca Marsilli

Rovereto. Il principio del chiudere un occhio, nella vita di regola è apprezzabile. Un’auto ferma dove non potrebbe stare, ma che non impedisce il transito altrui né crea pericolo a nessuno, nel senso comune è più che tollerabile. Ma a Rovereto la regola del chiudere un occhio soffre del peggiore dei mali: lo strabismo selettivo. Al Follone, per fare un esempio, ogni martedì mattina è una “strage degli innocenti”, con raffiche di multe a chi lascia la macchina fuori dalle strisce. Senza alcun fastidio, tanto che ora saranno ridisegnate, quelle strisce, ricavando una quindicina di piazzole in più). Nelle aree a disco orario, sforare di 20 minuti espone alla quasi certezza della sanzione. Per non parlare dei parcometri. Addirittura si sono visti (via Tartarotti) vigili prendere nota delle auto nelle poche piazzole a disco orario per verificare se l’utente sposta l’auto o bara. Insomma, tolleranza non zero: sotto lo zero. Quello che risulta incomprensibile è che lo stesso discorso non valga per la più in vista e delicata delle piazze: Piazza Rosmini. Con la fontana a ridurre la carreggiata dal centro ed i plateatici a rosicchiarla dall’esterno, per la sosta non c’è posto. E infatti sarebbe vietata. Ci sono 4 passaggi pedonali, tutti incompatibili anche con un solo veicolo fermo, perché il pedone diventa invisibile. Ma dalla mattina alla sera (i primi sono i genitori che portano i bimbi all’asilo: hanno addirittura un cartoncino da esporre) qualche macchina c’è sempre. Fino ad arrivare a esempi come quello della serata di venerdì documentato da un cittadino: 13 macchine in sosta vietata, una addirittura in doppia fila. Perché? La spiegazione sembra essere che qualche anno fa gli esercenti della piazza (bar e una tabaccheria con distributore automatico) avessero chiesto al sindaco indulgenza perché senza soste “momentanee” perdevano clienti. E dall’alto sarebbe partito un invito informale ai vigili a non essere ossessivi, preso fin troppo sul serio. È una voce. Ma la sola alternativa è che i vigili non passino mai da piazza Rosmini, ma allora deve esistere in città una viabilità alternativa nota solo a loro.