Solatrix, obiettivo chirurgico 

La clinica punta all’autorizzazione ad operare per completare il servizio di cura dell’obesità

di Robert Tosin

ROVERETO. C’è una nuova consapevolezza sui problemi portati dall’obesità. E le giornate di sensibilizzazione come quelle di ieri aiutano i potenziali interessati a farsi delle domande e a chiedere suggerimenti e consigli agli esperti. Lo dimostrano i numeri: alla Solatrix, che ieri ha appunto messo a disposizione medici e dietisti a titolo gratuito, ieri sono state decine le persone che si sono presentate con la volontà di capire prima di tutto se potessero essere “pazienti a rischio”, ma poi soprattutto per capire. La Solatrix è centro nazionale per l’obesità e tratta circa 700 pazienti all’anno. Si va da quelli che vengono accompagnati in un percorso di alimentazione e movimento corretto fino a casi (circa 200 all’anno) che seguono un trattamento più specifico di tre settimane. I pazienti arrivano da tutta Italia e sono seguiti da medici, dietisti ed esperti di attività motoria. Un centro rinomato con una limitazione che da tempo si vorrebbe superare, ma che resta al palo della burocrazia: il settore della chirurgia bariatrica. Questo permetterebbe di chiudere il cerchio del servizio di cura dell’obesità. La clinica ha già fatto richiesta di “licenza” alla Provincia (a cui spetta concedere l’autorizzazione), ma a questo punto si dovrà attendere la prossima legislatura per tornare alla carica. Gli spazi ci sono, gli strumenti pure e le professionalità anche. Potrebbe diventare un centro di attrazione, capace di invertire la fuga dei pazienti nelle altre regioni. Perché il settore è in “espansione”: esiste maggior consapevolezza del problema e il fenomeno è in aumento. «L’obesità è una malattia - spiega la responsabile del Centro della Solatrix, Francesca Giordano - e come tale è legata a molteplici cause. Le prime che vengono in mente sono l’alimentazione e la sedentarietà, ma non vanno dimenticati fattori come lo stress e psicologici. Anche la geografia influisce: nelle regioni del centro sud il fenomeno è più marcato, al nord meno. A diversi livelli, l’obesità interessa una persona su 10». La dietista Vanessa Peron insiste molto sulla sensibilizzazione. «È importante - dice - insistere su alcuni concetti, anche semplici nel campo dell’alimentazione. Ecco, basterebbe dire “dieta Mediterranea” e sarebbe già un ottimo punto di partenza». E poi c’è l’altro pilastro anti obesità, il movimento. Per questo all’Obesity Day di ieri erano presenti anche gli esperti in scienze motorie. «Anche in questo caso - spiega Salvetti - non servono palestre iper attrezzate o chissà quali formule magiche: passeggiate, camminate, nordic walking. L’importante è la costanza, meglio se con qualche indicazione di esperti che suggeriscano quale tipo di attività è più mirata per mettere in movimento specifiche parti del corpo».