LA STORIA

«Grazie al camionista eroe una strage evitata in autostrada» 

L’incidente in Piemonte. Un roveretano di 64 anni morto per infarto. Appena si è sentito male ha cercato di rallentare la corsa del Tir che guidava per evitare di schiantarsi sulle macchine


GIANCARLO RUDARI


ROVERETO. C’è qualcosa che può lenire un dolore incommesurabile come la morte di un marito o di un papà? Forse le parole di una poliziotta che ha fatto i rilievi sull’incidente costato la vita ad , 64 anni, residente in via delle Zigherane a seguito di un malore sull’A32 Torino-Bardonecchia: «Lo dica alla moglie e alla figlia: quell’uomo è stato un vero eroe perché ha cercato di fermare il Tir evitando così di andare a schiantarsi sui mezzi in transito in quel momento». Dautovic, originario della Bosnia Erzegovina, dagli inizi degli anni Novanta era arrivato in Vallagarina per svolgere la professione di camionista alle dipendenza della ditta Frsinghelli trasporti. Prima ha vissuto a Pomarolo con la moglie Liliana e la figlia Jasmina e quindi la famiglia si è trasferita in città.

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Il viaggio verso Lione

Giovedì Ahmet di buon’ora è partito con il suo Tir alla volta di Lione: partito a notte fonda perché voleva tornare in tempo per trascorrere la Pasqua con i familiari, oltre la moglie e la figlia, il genero Thomas e gli amati nipoti Nicolas e Mattias. Un viaggio tranquillo in direzione della Francia fino a quando Dautovic, arrivato nel territorio di Rivoli ha accusato un malore, forse un principio d’infarto. Il camionista si è reso conto di quanto gli stava succedendo ed ha cercato di rallentare la corsa del suo Tir. Dai rilievi della Polizia stradale di Susa è emerso che, come evidenziato dai segnali lasciati sul guard rail, il camion si è spostato ripetutamente sulla destra nella speranza di fermarsi. Dautovic finalmente ce l’ha fatta: appena trovata la piazzola ha arrestato il suo “bestione” ed è spirato. Tempestivi i soccorsi del personale sanitario del 118 e dei vigili del fuoco ai quali si è aggiunto anche l’equipaggio dell’elisoccorso atterrato in autostrada. Ma nonostante lo spiegamento di uomini e di mezzi per il povero camionista non c’è stato nulla da fare. «Qualcuno dall’Alto, per chi ci crede, deve averlo guidato perché altrimenti saremmo qui a parla di strage» afferma il genero. Ora la salma del camionista si trova a Collegno in attesa dell’autorizzazione (prevista per martedì) del magistrato ai funerali che si svolgeranno a Rovereto. Ahmet Dautovic era un gran lavoratore, persona umile e pronta ad aiutare chiunque avesse bisogno senza chiedere nulla in cambio. Lo testimoniano anche i molti post lasciati sui social dai suoi colleghi di tutta Italia.

Il ricordo della figlia

E agli autisti di tutto il mondo la figlia Jasmina augura «tanta felicità e lunga vita. Ho sempre ammirato ed ero fiera di vedere mio papà, quel “piccolo” uomo su quel camion gigante. Mio papà mi ha portata sempre con lui, in giro per tutta l’Europa. Dormivamo insieme, mi cucinava sul fornelletto la cena o il pranzo. Lo aiutavo sempre a sganciare e a riagganciare il telone, tant’è che mi aveva comprato i guanti pure per me. Ero fiera di aiutarlo e lui lo era di me. La sua gioia più grande p stata quando è diventato nonno. Nonostante tanti problemi il suo viso si illuminava ogni volta che li vedeva. Saluto mio papà, un grande uomo, un grande eroe» conclude Jasmina.













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