Malfer: «Linfano e Torbole, avanti con le rotatorie» 

Il presidente di Comunità: «Opere strategiche per ridisegnare la viabilità della Busa. Se serve, pronti a mettere a disposizione risorse dell’ente»



ALTO GARDA. Passi avanti verso la realizzazione delle attese rotatorie del Linfano e di Torbole, nei pressi del Circolo Vela. Lo hanno detto Mauro Malfer, presidente della Comunità di valle, e il vice Carlo Pedergnana nel corso di un incontro che vuole essere una sintesi dei lavori in corso nell’Alto Garda e Ledro alla vigilia della scadenza elettorale provinciale e della prossima approvazione del Piano stralcio della mobilità, propedeutico alla definizione del Piano territoriale. Per Malfer, l’occasione per ringraziare assessori provinciali e sindaci, “con i quali c’è sempre stato un ottimo clima di collaborazione”.

Rotatorie. Martedì 25 settembre Malfer sarà a Trento per parlare con l’ingegner Mario Monaco, responsabile del Servizio opere stradali della Provincia. Sul piatto le rotatorie del Linfano e di Torbole, inserite nel piano della mobilità e ritenute strategiche nella ridefinizione complessiva della viabilità della Busa, a partire dal tunnel San Giovanni-Cretaccio. La rotatoria del Linfano – ha spiegato Malfer – è una necessità anche per motivi di sicurezza, visto che quel tratto di strada è spesso teatro di incidenti. La rotatoria di Torbole è inserita in un progetto più ampio: la realizzazione di un parcheggio interrato di fronte alla Conca d’Oro per togliere dalla sede stradale le auto e ricavare gli spazi per la ciclovia del Garda. Non solo: la rotatoria sarà lo sbocco del bypass di Torbole, un’opera quasi interamente in galleria che sulla carta costa una settantina di milioni di euro. Tutto questo, in ottica futura, è necessario per togliere il traffico non solo da Torbole ma anche da viale Rovereto a Riva, trasformando la costiera in un percorso dedicato a bici, pedoni e mezzi pubblici. Tornando alle rotatorie, Malfer ha detto che la Comunità è pronta a mettere delle risorse proprie per accelerare il progetto. Se tutto questo è futuro prossimo, volgendo lo sguardo più avanti – ha detto Malfer – la ferrovia con il terminal a porto San Nicolò è la vera sfida.

Rete delle ciclabili. Tre giorni fa è stata approvata la variazione al bilancio da 1.350.000 euro, necessari per la realizzazione delle piste ciclopedonali su tutto il territorio. Nel mese di agosto – si legge in una nota della Comunità i sindaci dei sette comuni e la Comunità Alto Garda e Ledro hanno trovato l’intesa per lo stanziamento di: 450.000 euro al Comune di Arco per la realizzazione della ciclopedonale tra la galleria del Monte Brione ed il Ponte sul Sarca, in bordo strada alla SS240; 400.000 euro al Comune di Nago Torbole per la realizzazione della ciclopedonale in bordo strada tra il ponte sul Sarca in via Matteotti e innesto via Strada Granda - Torbole e la nuova passerella sul Sarca (SS340); 170.000 euro al Comune di Riva per la realizzazione della Pista ciclopedonale da via Monte Oro a Casa cantoniera (inizio ciclopista del Garda); 570.000 euro al Comune di Tenno per la realizzazione della Pista ciclopedonale da Deva a Pranzo; 336.000 euro per la realizzazione della pista da Lago-Bagattoli - Fies; 170.000 euro per la realizzazione della Pista ciclopedonale in Valle di Concei.

Ponale. Nella variazione di bilancio - votata favorevolmente anche dai 2 capigruppo di minoranza, Ezio Viglietti ed Emanuela Lorenzi - inseriti ulteriori 160.000 euro per opere di mitigazione del rischio del Sistema Ponale, oltre a quelli precedentemente stanziati. Restando alla Ponale, proprio in questi giorni la Comunità ha chiesto alla Provincia la cessione della cosiddetta “casermetta” (per trasformarla in un deposito a servizio del sentiero) e della Casa cantoniera a Mondo Ponale per presidiare il sentiero e la futura ciclovia del Garda.

Raccolta rifiuti. «Entro la primavera-estate del 2019 - osserva il Presidente Mauro Malfer - entrerà in vigore il nuovo sistema di raccolta rifiuti che riguarderà in primo luogo i comuni di Dro, Drena, Arco e Riva del Garda. Per quanto riguarda Arco e Riva, sarà un sistema di raccolta di tipo porta a porta per ciò che riguarda le utenze domestiche, esclusi i centri storici, nei quali verranno realizzate le isole interrate. A Dro il sistema sarà misto, mentre a Drena le interrate». In generale, Malfer sottolinea che «vanno messe in campo strategie dal punto di vista economico per sostenere il welfare. Ho sempre anteposto la qualità, alla quantità e chi mi parla di salvaguardia del territorio con me sfonda una porta aperta. Dobbiamo lavorare affinché questo territorio venga riorganizzato e messo a sistema, evitando la frammentazione. Oggi non possiamo più pensare di lavorare all’interno di confini comunali».













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