«A tu per tu con l’orsa,  sono stato fortunato» 

Incontro ravvicinato. A separare l’arcense Silvio Martinatti e il plantigrado solo la sottile recinzione del pollaio, nella casa di San Giovanni. La Forestale ha usato i fucili per allontanarla

di Leonardo Omezzolli

Arco. Non capita tutti i giorni di trovarsi a meno di 30 centimetri dalla faccia di una mamma orsa di oltre 16 anni e poterlo raccontare senza essere stati aggrediti e feriti. La disavventura è capitata all’arcense Silvio Martinatti, noto ex impresario edile, nella sua casa di San Giovanni al Monte, introno alle 22 di sabato. Una sorpresa inaspettata, benché l’orso non sia nuovo in zona e soprattutto nella proprietà di Martinatti, già visitata dal plantigrado nel luglio del 2012. Questa volta però si è svolto un vero e proprio incontro ravvicinato fra uomo e orso, quasi a tu per tu. A separare Martinatti dall’orsa, sabato notte, c’era solo una normale recinzione usata per delimitare il pollaio.

L’arcense da un lato e il muso dell’orsa dall’altra. «Saranno state circa le 22 o al più tardi le 22.30 quando mia moglie ha accompagnato un’amica alla macchina per salutarla - racconta Silvio Martinatti -. Nel rientrare in casa ha sentito dei rumori forti provenire dal pollaio e mi ha chiesto di controllare. Ho preso una torcia e sono andato a vedere quale animale poteva fare tutto quel baccano. Pensavamo - ammette l’arcense - fossero delle volpi o un tasso, al limite un cinghiale». Martinatti ha varcato la soglia del pollaio senza vedere nulla di strano. «Così sono andato avanti verso quello che è il pollaio vero e proprio - continua - e anche qui illuminando con la torcia non vedevo nulla. Poi mi sono girato illuminando l’esterno della recinzione e alla mia stessa altezza mi si è mostrato un testone che mi guardava fisso senza muoversi». Inevitabile la paura contrastata da un’immediata fermezza. Martinatti è riuscito a indietreggiare senza dare le spalle all’orsa e ha raggiunto i suoi cari in casa, la moglie e la figlia Arianna, nota addestratrice di cani del Basso Sarca, alle quali ha chiesto di chiudersi dentro e di non far uscire i loro animali domestici.

Sono così stati allertati i forestali attraverso l’apposito numero per le segnalazione di avvistamenti di plantigradi. Mentre le guardie raggiungevano l’abitazione l’uomo ha provato a sparare dei botti per allontanare l’orsa. «Erano convinti di trovare un cucciolo - continua nel suo racconto Martinatti -. Con i caschetti dotati di torce siamo andati a verificare. Ci sembrava non ci fosse più, poi l’abbiamo vista, il pelo un po’ bianco la mimetizzava nella luce dei fari. Era riuscita a entrare nel pollaio forando la rete. I forestali hanno capito che era la mamma e non un cucciolo, fatto che ha messo tutti nuovamente in allerta. Hanno preso gli appositi fucili e hanno sparato per farla scappare. Dopo qualche tentativo sono riusciti nell’intento».

Fortunatamente la vicenda si è risolta nel migliore dei modi con solo un grande spavento e tanto le galline quanto il coniglietto sono riusciti a sopravvivere al raid dell’orsa, che sarà identificata grzie all’analisi del dna. «Quelli della forestale - conclude Martinatti non senza un filo di emozione - mi hanno detto che mi è andata davvero molto bene, che sono stato più che fortunato».

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