Tariffe mense scolastiche scatta l’aumento dell’1% 

Cles, da 10 anni a questa parte quella media a carico delle famiglie è di 2,68 euro A rischio l’equilibrio entrate/uscite. L’anno scorso il servizio è costato 1,2 milioni


di Giacomo Eccher


CLES. Ferme da quasi 10 anni, aumentano dell’1 % le tariffe delle mense scolastiche. Confermata invece la qualità del servizio, garantita da un capitolato di appalto che privilegia i cibi possibilmente di provenienza locale puntando su una qualità più facilmente “accertabile”.

Di questo s’è parlato ieri in una conferenza stampa della Comunità di valle, con un accenno anche al tema del personale di servizio che, dopo l’inquadramento a tempo indeterminato (come prevede l’accordo quadro provinciale sottoscritto dalle parti sociali, sindacati compresi) non percepisce più l’indennità di disoccupazione nei mesi estivi, quando le mense sono chiuse. «Il contratto non l’abbiamo scritto noi, e poi mi sembra quanto meno incoerente che un sindacato (la Cisl, in questo caso, ndr) protesti per la stabilizzazione del personale evidentemente optando per una perdurante precarizzazione» - ha detto il presidente Silvano Dominici ieri illustrando l’articolata replica spedita alla Fisascat Cisl, che ha sollevato il caso tirando in ballo la ditta Markas di Bolzano aggiudicataria da un anno del servizio mense scolastiche in valle di Non.

Come ha detto Dominici, la stabilizzazione del personale (con sospensione estiva e non più licenziamento nei tre mesi estivi con riassunzione in settembre) era parte integrante del contratto tipo d’appalto predisposto a livello trentino ed adottato pari pari dalla Cdv senza possibilità di cambiare una virgola, almeno per quanto riguarda il trattamento del personale.

Polemica sindacale a parte, Dominici, affiancato dalla responsabile Nadia Rampin, ha illustrato dati e contenuti della gestione mense scolastiche, che per la valle di Non ha un costo annuo attorno ai 1,2 milioni. In valle infatti ci sono 20 mense con 60 addetti. Gli utenti, lo scorso anno scolastico, sono stati 3.800 con somministrazione di 246.868 pasti nelle mense delle scuole dell’obbligo e 18.885 pasti per gli studenti delle superiori alla mensa Enaip di Cles. Le attuali tariffe prevedono un minimo di 2 euro ed un massimo di 4, indistintamente dal percorso scolastico frequentato. Per effetto di alcuni indicatori introdotti dal sistema Icef, possono essere applicati riduzioni e scaglionamenti fino a superare abbondantemente il limite minimo previsto. Succede così che dei 3.800 studenti che hanno usufruito del servizio lo scorso anno scolastico, il 39% (1.492 alunni) si è visto applicata una tariffa inferiore al minimo dei 2 euro; 501 utenti hanno avuto la tariffa di 3 euro e 1.373 (pari al 35% dei totale) quella piena da 4 euro. Con il risultato di una tariffa media pari a 2,68 euro ed una tariffa minima reale di 0,74 (per effetto delle riduzioni). «Introiti che mettevano a rischio l’obbligatorietà dell’equilibrio tra entrate ed uscite che per legge impone almeno il 50% di copertura costi a carico dell’utenza» - ha sottolineato Rampin.

Per quanto riguarda l’anno scolastico 2017/2018, la sintesi di gestione indica un introito del 54,7% dalle famiglie, il 44,9% dalla Provincia e lo 0,4% da minimizzazione e recupero crediti. Tariffe – hanno ricordato - che sono rimaste intatte dal 2011 ma ora le simulazioni fatte dalla Comunità evidenziano difficoltà nel mantenere l’equilibrio delle varie voci dell’entrata e questo alla luce dei dati conoscitivi e delle caratteristiche del servizio di ristorazione scolastica come praticati dal gestore del servizio.















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