Inizia a Coredo l’operazione ascolto di Fugatti 

Coredo. Garantire servizi nelle valli per invertire il trend dello spopolamento, sostegno al ricambio generazionale nell’agricoltura e nell’artigianato, la governance nei Comuni e la sostenibilità...

di Giacomo Eccher

Coredo. Garantire servizi nelle valli per invertire il trend dello spopolamento, sostegno al ricambio generazionale nell’agricoltura e nell’artigianato, la governance nei Comuni e la sostenibilità ambientale nella frutticoltura e la qualità Trentino. Tanta la carne messa al fuoco nella prima riunione degli Stati generali della montagna, processo partecipativo voluto dal presidente Maurizio Fugatti, che ha fatto tappa l’altra sera a Coredo, Casa Sebastiano. «Scelta che fa onore ad una struttura che è tra le eccellenze del Trentino ma anche un riconoscimento all’esperienza amministrativa di un territorio articolato in 14 frazioni che 5 anni fa con coraggio ha scelto la via della fusione facendo nascere il Comune di Predaia per dare continuità di risposte al bisogno di servizi» - ha esordito il sindaco Paolo Forno facendo gli onori di casa. «Un’occasione di confronto con persone che hanno tanto da dire e da proporre» - ha aggiunto il presidente della Comunità Valle di Non, Silvano Dominici, che con Forno e gli esponenti del governo provinciale era al centro di un set televisivo con domande articolate e risposte.

L’obiettivo

«Scopo degli Stati generali della montagna - ha esordito Fugatti – è raccogliere dal basso le istanze e le proposte che formeranno l’agenda della plenaria di Comano Terme. Negli ultimi anni i territori di montagna e le valli hanno dato segnali di disaffezione che il governo provinciale non poteva ignorare e a cui intendiamo garantire risposte e soluzioni».

Le tematiche poste sul tappeto si possono ordinare in tre filoni: la governance (Comuni tra fusioni, gestioni associate o ritrovata capacità di autogoverno con adeguate risorse); i servizi (dalla banda larga e a quanto può servire per un corretto e duraturo sviluppo anche economico nelle valli); la qualità della vita di una popolazione in progressivo invecchiamento che ha bisogno di risposte efficaci. Come appunto casa Sebastiano, eccellenza trentina realizzata con una sinergia pubblico - privato che anche l’attuale esecutivo provinciale intende sostenere.

I Piani agricoli

Ed essendo in valle di Non, non poteva mancare un riferimento forte e chiaro al mondo agricolo alla vigilia (non immediata, pare) del nuovo PSR (Piano Sviluppo Rurale) e del PAC (Piano Europeo per l’Agricoltura che arriverà quasi due anni dopo il preventivato. Da capire come si svilupperà il marchio di qualità Trentino, che tante attese aveva alimentato. Troppa roba dunque per una sola serata anche se in sala abbondavano gli addetti ai lavori (con una nutrita presenza di funzionari provinciali) e i cosiddetti ‘portatori d’interesse’, soggetti sul cui apporto di idee l’esecutivo Fugatti intende scommettere.

«I problemi si conoscono ma servono soluzioni, possibilmente indicate da chi le problematiche le vive» - ha risposto Fugatti alla sollecitazione di Dominici sull'eccessiva burocrazia. «Perché se è vero che i pendii ripidi e le condizioni morfologiche ci vengono da Madre Natura, la burocrazia è invece un ostacolo che ci siamo creato noi». Da citare infine l'intervento del presidente degli artigiani valle di Non, Massimo Zadra, che, richiamate le difficoltà della periferia (spopolamento, difficile ricambio generazionale nelle imprese, abbandono dei centri storici), ha detto che la politica, se vuole risolvere, non può agire in solitaria, ma è necessario costruire una rete territoriale flessibile e dinamica.