L’integrazione germoglia  nell’orto comunitario 

Lavis, il Comune mette a disposizione il giardinetto in via Rosmini alle immigrate  che vogliono coltivare e conoscersi. La gestione del progetto ad una associazione

LAVIS. L'agricoltura come mezzo. Come strumento per accorciare le distanze e favorire l'incontro fra diverse culture. È il cuore del progetto “Orto del Mondo” che l'amministrazione comunale di Lavis ha lanciato in queste settimane.

L'obiettivo è creare a Lavis, nel piccolo giardino di via Rosmini, alle spalle del Poliambulatorio, uno spazio adibito ad orto che possa essere gestito dalle donne delle comunità straniere presenti sul territorio. Attraverso la cura della terra queste donne potranno incontrarsi, conoscersi e stabilire delle relazioni. «Così facendo la coltivazione diventa uno strumento – commenta l'assessore comunale ad ambiente e vivibilità, Franco Castellan –. Nella nostra comunità ci sono tante famiglie immigrate e la componente femminile non ha tante occasioni di socializzazione. Così per le donne è più complicato integrarsi, ecco perché abbiamo pensato a realizzare questo progetto che coinvolgerà anche alcune donne italiane».

L'orto, insomma, diventerà un pretesto per trovarsi, dialogare, conoscersi e, più avanti, perché no, anche realizzare altre iniziative insieme. Entro lunedì prossimo dovranno arrivare in Comune le proposte di quelle associazioni che gestiranno il progetto. Il Comune darà in comodato gratuito il materiale necessario alla realizzazione dell'iniziativa, dalle attrezzature necessarie alle reti all'area dietro al Poliambulatorio. Il terreno sarà suddiviso in particelle di circa dieci metri quadrati ciascuna, in modo proporzionale rispetto alla provenienza dei vari gruppi di stranieri. La maggior parte di essi provengono da paesi europei extra Unione Europea (280 persone), seguiti dall'Africa (197), dall'Asia (107) ed infine dall'America (65).

«Ci sono già alcune donne interessate a questa iniziativa – prosegue l'assessore Castellan –. L'idea è nata durante i corsi di italiano per donne straniere che abbiamo svolto alcuni mesi fa. Esistono già anche in regione delle iniziative analoghe, così siamo stati a Bolzano da un'associazione che cura un orto di questo genere e visti gli ottimi risultati raggiunti ci siamo convinti della bontà di questa iniziativa».

Una volta individuata l'associazione che gestirà a livello pratico il progetto “Orto del mondo”, il Comune erogherà un contributo di 500 euro per tutta l'attrezzatura necessaria allo svolgimento. Attraverso poi le esperienze delle diverse donne che aderiranno al progetto, sarà anche studiata una serie di coltivazioni internazionali. Ovvero saranno coltivati anche ortaggi tipicamente nord-africani o di altre zone del mondo, se il clima lo permetterà. Così da favorire sempre più l'incontro e l'interscambio fra queste signore. (niba)