Dopo oltre 3 mesi di viaggio Borella è tornato a Fai 

Fai della Paganella. Grande festa, l’altro ieri, a Fai, per il rientro a casa di Yanez Borella che insieme a Giacomo Meneghello è riuscito a realizzare il viaggio avventura della vita: raggiungere la...


ROSARIO FICHERA


Fai della Paganella. Grande festa, l’altro ieri, a Fai, per il rientro a casa di Yanez Borella che insieme a Giacomo Meneghello è riuscito a realizzare il viaggio avventura della vita: raggiungere la Cina dal Trentino, in e-bike, in completa autonomia, percorrendo la mitica e ancora misteriosa “Via della seta” di Marco Polo, un percorso di oltre 10 mila chilometri, attraverso 13 Paesi.

Alla festa per il ben tornato, dopo quasi tre mesi e mezzo di viaggio, ha partecipato quasi tutto il paese: presenti, tra gli altri, i rappresentanti dell’amministrazione comunale, dell’Apt Dolomiti Paganella, i sostenitori e gli sponsor dei due viaggiatori, ma soprattutto tantissimi amici, turisti ed estimatori.

Una grande emozione, quindi, per Yanez che ha raccontato al pubblico i momenti più belli e difficili vissuti durante il viaggio, come per esempio l’attraversamento del deserto dell'Uzbekistan, con temperature di oltre 40 gradi, strade pericolose, piene di buche e insidie, distanze tra un centro abitato e l'altro di 150-200 chilometri senza la possibilità di rifornimenti d’acqua. Ma Yanez si è soffermato soprattutto sulle indimenticabili esperienze umane che ha vissuto, conoscendo persone di montagna dalla grande solidarietà, generosità ed onestà: dalla Turchia fino al Kirghizistan, così come Giacomo, non ha avuto mai la necessità, durante le pause o la notte, di legare con il catenaccio la speciale bici a pedalata assistita con il carrello al seguito, carico di attrezzature di valore, come il Gps, le macchine fotografiche, il materiale alpinistico; così come nessuno ha mai approfittato dell’occasione per chiedere denaro più del dovuto, anzi in molti si sono prodigati per aiutare i viaggiatori nei momenti di difficoltà, come quando foravano (ben 13 volte le ruote del carrello di Yanez e 5 quello di Giacomo) invitandoli anche a mangiare a casa propria.

Ogni Paese attraversato e ogni cima scalata (in totale 11) hanno lasciato in Yanez un qualcosa d’indelebile: dal punto di vista naturalistico i territori che lo hanno colpito di più sono stati quelli del Kirghizistan, mentre per l’aspetto umano l’Uzbekistan e l'Azerbaijan. In quest’ultimo Paese i due viaggiatori hanno ricevuto un'accoglienza straordinaria: quando passavamo lungo gli sperduti paesini di montagna con le loro e-bike tutti li fermavano per salutarli e fare foto. Una notte hanno montato la loro tenda in un campo, quando all’improvviso si è presentato il proprietario che li ha accolti con un sorriso, dicendo a gesti che potevamo fermarsi quanto volevano, offrendo in segno di ospitalità un cesto con dei gelsi. Un gesto che esprime il modo di essere di queste persone.













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