«Lasciamo il posto fisso per gestire un rifugio del Cai a 1800 metri» 

La storia dei due bolzanini. In tasca due lauree in Lettere e Scienza della Comunicazione Il Rifugio Oltradige aprirà a fine maggio: vicino si trova l'attacco per la facile ferrata al Roen 

di Massimiliano Bona

Passo mendola. E chi lo dice che i giovani - perdipiù laureati - non hanno il coraggio di rischiare per fare il mestiere che amano? Per fugare i vostri dubbi vi raccontiamo la storia di Martina Bordignon, 29 anni, e Andrea Minotti, 30 anni, rispettivamente insegnante e dipendente con contratto a tempo indeterminato nel settore turistico. Entrambi avevano un posto sicuro: Martina è stata in classe per quattro anni mentre Andrea ha vinto un concorso.

Poi, la svolta: per due anni si sono fatti le ossa nei rifugi dolomitici e poco dopo hanno deciso di accettare la proposta del Cai di Bolzano per gestire il rifugio Oltradige, a poco meno di 1.800 metri di quota. Abbiamo chiesto loro i motivi che li hanno spinti a fare questa scelta coraggiosa.

Presentatevi: cosa avete fatto finora?

«Sono Martina Bordignon, ho 29 anni e un laurea in Lettere. Ho insegnato quattro anni a scuola e con Andrea, per due anni di seguito, ci siamo licenziati per fare la stagione in diversi rifugi delle Dolomiti. Sono Andrea Minotti, 30 anni, laureato in Scienza della comunicazione: ho vinto un concorso e ho ottenuto un posto fisso».

Da dove nasce questa fortissima passione per la montagna?

«Io - a parlare è Martina - sono sempre andata tantissimo sulle cime e sono sempre stata innamorata dei rifugi. Mi piace come si integrano nella natura senza avere la presunzione di dominarla. Da sempre pianificavo trekking in cui passavo per parecchi rifugi e potevo accorgermi delle differenze di uno rispetto all’altro. Poi una notte mi è venuta una folgorazione: “devo fare la rifugista” - mi sono detta - perché il mio lavoro a scuola mi stufa, guardo fuori dalle finestre e penso che vorrei soltanto essere in montagna anziché in aula. Ho conosciuto Andrea che si è appassionato al progetto a tal punto da lasciare il suo lavoro e decidere di seguirmi verso questa strada».

Siete consapevoli del fatto che non sarà certamente un passeggiata?

«Di sicuro lavorare in montagna non è facile. Non ci sono svaghi e si lavora sempre tutti gomito a gomito per l’intera stagione: cercare il più possibile di andare d'accordo è fondamentale».

Quando vi è stata offerta la possibilità di gestire questo storico rifugio al confine tra due province?

«Lo scorso autunno abbiamo ricevuto dal Cai la proposta di gestire il Rifugio Oltradige e non ci sembrava vero: il rifugio è abbastanza vecchiotto ma pensiamo che sia il massimo per acquisire esperienza nel settore. In più, esteticamente, è proprio come ci piace: muratura, legno, semplice, gran panorama sulle Dolomiti: insomma il "rifugio di una volta"».

L’obiettivo è quello di raggiungere un target di appassionati particolarmente ampio. Dove si trova esattamente il rifugio?

«A quota 1773 metri sulla catena della Mendola ma in territorio altoatesino e appartiene alla sezione Cai di Bolzano. Proprio alle sue spalle si trova l’attacco per la facile ferrata al Roen. Una posizione ideale dal nostro punto di vista, in grado di attirare appassionati di lungo corso ma anche neofiti».

Potrebbe penalizzarvi il fatto che si tratti di un rifugio “vecchio stile”?

«Non crediamo affatto, anzi lo riteniamo un plusvalore. Certo, essendo un rifugio "vecchio" funziona a generatore, quindi non c'è un apporto di corrente costante, l' acqua è pompata in quota da una pompa collegata ad una sorgente».

C’è una ragione per la quale vi siete decisi a raccontare la vostra storia?

«A dire il vero c’è un motivo. Si sente sempre più spesso parlare di giovani che ritornano ai vecchi mestieri, alla natura o alla campagna. Questa storia può essere uno spunto, ma soprattutto fungere da spinta, per tutti coloro che magari non hanno ancora trovato il coraggio di cambiare il lavoro per il quale non si sentono soddisfatti. Noi, di sicuro, abbiamo lasciato un posto “comodo e sicuro” per imboccare una strada forse più in salita ma decisamente più appagante».

Sicuramente le bizze del meteo dell’ultimo periodo non vi hanno aiutato. È possibile che l’apertura per la stagione estiva debba essere leggermente posticipata?

«Di sicuro in questo momento siamo impegnati anche a..spalare la neve. Saremo aperti dalla fine di maggio-inizio di giugno (tempo permettendo) fino a fine ottobre. Offriamo la nostra passione e il nostro entusiasmo, oltre naturalmente alla cucina tipica e alla possibilità di pernottare in quota in uno scenario davvero suggestivo».

Posizione e storia del rifugio.

Il Rifugio Oltradige si trova, per la precisione, in località Piccola Cerva nella catena della Mendola in una posizione panoramica sulla Valle dell'Adige. Il suo facile accesso lo rende adatto alle famiglie con bambini piccoli, anche col passeggino. Basta una camminata di 20 minuti per raggiungerlo. Dalla sua terrazza a picco sulla valle si possono ammirare i gruppi dolomitici del Latemar, delle pale di San Martino e della Marmolada, tutta la catena del Lagorai fino al gruppo di Cima d'Asta. Costruito nel 1913 dalla sezione Überetsch del Döav è passato alla sezione del Cai di Bolzano nel 1924. La struttura originaria è rimasta intatta.

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