L'INTERVISTA

La viabilità alternativa? Funivia per la Val di Ledro 

I progetti. Il turismo in crescita chiede nuove soluzioni per rendere accessibile la valle «È l’idea perfetta, ma solo in un disegno più ampio con il ferrovia che arriva fino al Garda»

Ledro. La visita della giunta provinciale a Tiarno di Sotto in risposta a un esplicito invito arrivato dal sindaco di Ledro Renato Girardi è servita al primo cittadino per mettere sul piatto una serie di problematiche che da tempo interessano la zona, ma che forse non hanno trovato ascolto. Il Comune di Ledro deve far fronte ad una realtà territoriale limitata e chiusa, ma allo stesso tempo deve dare risposte non solo ai propri censiti, ma anche ai turisti che oltre ad essere una risorsa imprescindibile per il territorio sono anche “esigenti”. E in continuo aumento, basti pensare che l’anno scorso si è registrato il record con 800 mila ospiti a godere delle sponde del lago, ma anche dei sentieri e delle ciclabili.

Sindaco, i temi che ha portato all’attenzione del presidente Fugatti non sono nuovi, ma a questo punto nemmeno più dilazionabili nel tempo.

Ne abbiamo due urgenti, come la viabilità e il lavoro.

Partiamo dal secondo.

Con il trasferimento della Mariani ci siamo trovati in grave difficoltà, perché quell’attività non è stata sostituita con altre realtà che portino occupazione. Ho fatto presente la questione alla giunta, perché in teoria avremmo aziende interessate a collocarsi in Val di Ledro, ma le difficoltà logistiche potrebbe essere un peso troppo oneroso. Ho chiesto che si trovino delle soluzioni, assieem a Trentino Sviluppo, con qualche tipo di agevolazione o facilitazione.

La viabilità invece?

La nostra è una valle chiusa e avremmo bisogno di un’alternativa al tunnel.

Rispunta l’idea della funivia?

Sì, e non solo dal punto di vista turistico con il potenziale bacino del lago di Garda da cui attingere, quanto proprio in fatto di mobilità. Per questo la funivia che sale da Riva dovrebbe rientrare in un disegno più ampio.

Quale esattamente?

Quello della ferrovia che arriva fino al Garda. E imprescindibile immaginare questo scenario, altrimenti non avrebbe senso. Mi piace pensare al turista per parte da Monaco e arriva in Val di Ledro con il treno e la funivia, senza aggiungere auto sua uto.

La funivia, ma anche la Ponale: avete molti interessi coincidenti con il turismo rivano. Ogni tanto, non a caso, si parla di unire le due Apt in un unico soggetto.

Sono assolutamente contrario. La collaborazione sì, l’unificazione no. Stiamo parlando di due territori comunque diversi, con esigenze diverse anche di mercato. Certo, su diversi punti parliamo la stessa lingua, come per esempio il progetto della ciclovia, ma questo non è sufficiente per l’unificazione.

Unificazione che per quanto riguarda i comuni della Val di Ledro sta per compiere i 10 anni. Qualche ripensamento o voglia di tornare indietro?

Su questo fronte siamo stati i primi. No, parlare ora di separazione non ha davvero alcun senso. R.T.