L'INDAGINE

Informazioni ai detective su redditi e mariti infedeli, arrestati uomini in divisa

L’investigatore privato Delmarco avrebbe pagato carabinieri, finanzieri e poliziotti per accedere al cervellone delle Forze dell’ordine. C’era anche un tariffaro: da 50 euro per un’utenza telefonica a 400 per sapere la patologia di un lavoratore malato

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TRENTO. Forze dell’ordine corrotte smascherate dalle conversazioni su Telegram e WhatsApp. Otto gli arresti, sette le denunce; carabinieri, agenti della polizia, uomini della finanza delle province di Roma Foggia e Bolzano erano al soldo dell’agenzia di investigazione privata Delmarco, con sede legale a Bolzano.

Secondo l’accusa, in cambio di un compenso, uomini in divisa sfruttavano le proprie credenziali per l’accesso al portale interforze del sistema di indagine per poi passarle all’agenzia. Gli agenti fornivano così dati sensibili che poi l’agenzia investigativa utilizzava per i propri casi. L’illecito passaggio di informazioni riguarda anche un altro beneficiario, l’agenzia investigativa Matrix di San Martino Buonalbergo, a Verona.

I nomi. Arrestato il titolare dell’agenzia investigativa Mauro Delmarco, ex poliziotto di Cavalese. Arrestato il titolare dell’agenzia investigativa Matrix di San Martino Buonalbergo, Matteo Zanboni, 49 anni di Verona. Gli altri arrestati sono: Cristian Tessadri della Guardia di Finanza di Bolzano, 48 anni bolzanino; Rossana Romano, 49 anni di Bolzano e Peppino Spagnuolo, 60 anni di Bolzano, entrambi sono poliziotti: lui in pensione, lei in servizio, sono conviventi; Andrea Cervelli, 55 anni di Padova, tecnico informatico; Carmelo Carone, 41 anni di Taranto, Rosolia Luigi, classe ‘64 di Roma, entrambi carabinieri a Roma; da rintracciare un collaboratore di Delmarco. Sette le persone denunciate per concorso in accessi abusivi a sistemi informatici. Si tratta di soggetti incensurati che avevano collaborato, a vario titolo, con Delmarco o che, sotto compenso, gli avevano chiesto di acquisire informazioni illecitamente.

Le indagini. A dare inizio alle indagini nel Nucleo investigativo dei carabinieri di Trento è stata la denuncia di una donna di Predazzo, alle prese con la separazione dal marito, un ex poliziotto trentino. La donna, nelle proprie abitazioni, a Predazzo e in Sardegna, si era trovata una cimice. Non solo, sul cellulare del marito aveva trovato anche delle foto di cui lui non poteva essere in possesso, se non attraverso vie a lei, evidentemente, sconosciute. La donna si era rivolta ai carabinieri di Cavalese, loro avevano scoperto che, dietro quel materiale, c’era la Delmarco.

Soldi. Le cifre che gli agenti prendevano in cambio di informazioni erano, in media, 300 euro; qualcuno guadagnava anche 1400, 2000, 450 euro. Da 50 euro per le informazioni più semplici, fino a 450 per quelle più complesse e delicate. Secondo i calcoli dei carabinieri del nucleo investigativo di Trento l’appuntato di Roma Carmelo Carone avrebbe intascato 1400 euro tramite versamenti sulla sua Postepay, il finanziere di Bolzano Christian Tessadri sarebbe arrivato a 2 mila euro. Ma questa è ancora solo un’ipotesi investigativa, visto che siamo alla fase delle indagini preliminari.