ANIMALI

Spiazzo Rendena, 180 pecore morte nei pascoli. Giallo sulle cause

Erano arrivate dal modenese "in prestito" per mantenere i contributi europei. Autopsia per chiarire le cause dei decessi. C'è chi parla di morte di stenti

SPIAZZO RENDENA. Ben 180 pecore morte nei pascoli di Borzago, sopra Spiazzo Rendena. Quasi un terzo dei 600 che, secondo i documenti, sarebbero arrivati il 6 luglio in Trentino dal modenese.

Si attendono gli esiti degli esami autoptici eseguiti dall'Istituto Zooprofilattico delle Venezie, per capire cosa abbia causato la morte di così tanti animali. Certo è che già al loro arrivo le pecore erano magre, forse - dicono alcuni testimoni - inadatte a salire ai pascoli e sui percorsi della zona.

I veterinari dell'Asl il 30 luglio hanno emesso un'ordinanza di divieto di alpeggio di nuovi capi e una serie di prescrizioni da porre in atto da parte del veterinario aziendale.

Si sta interessando della vicenda anche l'Enpa del Trentino (l'Ente nazionale protezione animali), che ha un nucleo di guardie zoofile.

Il meccanismo applicato in questo caso è quello del "prestito" di un gregge per il pascolo così da mantenere i contributi assegnati dalla Pac europea e dal Piano di sviluppo rurale provinciale. I contributi variano tra i 200/300 euro ad ettaro pascolato (per le aziende giovani), fino ai 500 o mille (per le aziende storiche).

Si spezza così però il legame tra il pastore e il gregge. Gli animali diventano quasi una commodity. La vicenda ha destato indignazione da parte di varie persone in valle. Chi frequenta le zone intorno a Prà da Vei e malga Sostino ha incontrato i cadaveri sparpagliati delle pecore o ha visto quelle sofferenti muoversi con fatica.