LA STORIA

I colori dell’arte di Fulvio che sta lottando con la Sla 

Madonna di Campiglio, a Cimarolli, volto noto degli ambienti sportivi e mondani nel 2012 è stata diagnosticata la malattia. E lui ha risposto con quadri e sculture

di Elena Baiguera Beltrami

MADONNA DI CAMPIGLIO. La vicenda di Fulvio Cimarolli meriterebbe una narrazione a sé, ma oggi a parlare di lui sono principalmente le sue opere, esposte al polo scolastico di Madonna di Campiglio, dove rimarranno fino al 4 marzo nella mostra dal titolo “Ho qualcosa da dire e so come dirlo” aperta tutti i giorni dalle 15 alle 19. Dipinti, collage, sculture composizioni, un ensemble all’interno del quale il colore, il non colore, la presenza di pennelli e tubetti di colore dentro le tele, stanno lì a lanciare messaggi, così intensi da interpretare non soltanto lo stato d’animo dell’autore, ma a scandagliare l’anima di chi le guarda. E in quel turbinio di colori, lettere, frasi spezzate, messaggi in bottiglia ci si perde, come in un viaggio onirico, in una astrazione del pensiero.

La vicenda per l’appunto dicevamo. Fulvio era il classico ragazzo immagine, fisicato, volto perfetto da sfilata, si divideva tra Madonna di Campiglio e le Deux Alpes dove lavorava come promoter nelle discoteche: la Zangola, il Des Alpes e altri locali trendy dell’arco alpino. Di giorno viveva sulla tavola da snowboard con livelli di prestazioni molto elevate, mentre in bassa stagione si rintanava nel paese d’origine, Bondone dove nel silenzio di quel piccolo borgo affacciato sul lago d’Idro, prendeva corpo la passione per l’arte. Dalla street art all’astrattismo, Fulvio inizia a studiare a visitare mostre, mentre lavora restaurando e creando oggetti nella falegnameria del nonno. Un ragazzo che tutti giudicano baciato dalla fortuna, una bellezza statuaria, un discreto talento creativo e una infinità di interessi. Tutto crolla però in una fredda giornata di gennaio del 2012, durante un controllo per un problema alla gamba, il responso non lascia speranze, si tratta di Sla (Sclerosi laterale amiotrofica), su entrambi i motoneuroni, la più temibile perché ha un decorso rapido. Fulvio però decide di affrontare questa sua nuova condizione con grinta: dipinge, scolpisce, freneticamente, abbinando all’estro innato una raffinatezza nello studio del colore di grandissimo effetto. A Campiglio sono in mostra 15 opere, altre 13 sono già state vendute.

Oggi Fulvio non ha più l’uso degli arti ed è alimentato artificialmente, ma la mente è vivace, positiva, indomabile, con il “comunicatore” che legge lo sguardo e lo traduce in espressione vocale, tiene i rapporti con i moltissimi amici sui social. La mostra a Campiglio era un traguardo al quale teneva moltissimo, quel luogo era la sua vita, tutti ricordano la sua verve e le sue evoluzioni lassù. I giorni scorsi erano presenti molti amici all’inaugurazione della kermesse, il sindaco di Tre Ville Matteo Leonardi e il vicesindaco del comune di Pinzolo Albert Ballardini. Marcella Maffei, albergatrice di Campiglio, insieme alla nipote e alla sorella di Fulvio si sono occupate dell’allestimento.

Così quell’amico che tanto hanno ammirato volare sopra una tavola da snowboard oggi continua a volare su grandi tele colorate, dove c’è tutto di lui, l’energia e il dolore, la poesia e l’amore, la tristezza e la gioia, come nella vita.