L'ACCUSA

Frode in commercio, Cantina Colli Zugna sono 90 gli indagati

Assieme ai vertici tecnici e amministrativi della azienda la Procura accusa anche 80 soci della cooperativa

ROVERETO. Novanta indagati (un sesto dei soci della Cantina Mori Colli Zugna), tutti secondo l’accusa complici, a livelli e con responsabilità diverse, di una sistematica e imponente frode in commercio.

Il procuratore Fabrizio De Angelis ha chiuso dopo un anno di lavoro una indagine che ha portato e mettere il naso in qualcosa come 300 tra botti e silos, più di sette milioni di litri di vino, cercando di ricostruire per ogni partita la provenienza delle uve. E di incrociare i dati oggettivi dell’evidenza (quello che i Nas hanno trovato in Cantina) con quelli della contabilità ufficiale della Colli Zugna e con quelli della contabilità “occulta” scoperta in occasione delle perquisizioni. La conservava una dipendente amministrativa della cantina su dei supporti informatici.

Il risultato di tanto lavoro (solo in minima parte sostenuto anche dalle analisi portate avanti in mezza Italia sfruttando tecnologie d’avanguardia) è stato sconcertante. In occasione delle vendemmie 2016 e 2017 (i due anni oggetto di verifica: delle annate precedenti non si sa né si saprà mai nulla) si sarebbe applicata su scala vastissima una frode sistematica al sistema di certificazione dei vini. Facendo risultate come Dop vino che non lo era, ma anche Trentino vino Veneto. Non solo, per mascherare degli ammanchi di cantina (la cui spiegazione tecnica è arrivata troppo tardi) si era simulata - sempre secondo l’accusa - una compravendita con una cantina Veneta.

Così come celando la situazione che si era venuta a creare a Mori alla Federazione, la Colli Zugna è venuta meno anche agli obblighi di comunicazione, ostacolando l’autorità di vigilanza pubblica nell’esercizio della sua funzione. Insomma, partendo probabilmente da una serie di errori tecnici nella gestione della cantina (nessuno tra tecnici e amministratori è accusato di avere lucrato qualcosa) si sarebbe messa in atto una serie di tentativi scomposti e maldestri di nascondere il problema, finendo per commettere una serie di illeciti molto più gravi.

Ma questo riguarda solo i vertici tecnici ed amministrativi della Cantina Mori Colli Zugna e della Collis Veneto Vine Group: un decimo degli indagati. Per gli 80 soci accusati solo di avere preso parte alla frode, il discorso è diverso: si sarebbero resi complici di un sistema che eludeva sistematicamente le regole ed i disciplinari, “aggiustando” la contabilità dei conferimenti in modo da garantire a tutti il massimo ricavo possibile. Il sistema sarebbe consistito nell’annotare ufficialmente per ognuno il massimo conferimento possibile nel rispetto del disciplinare, riportando però nella contabilità occulta quanto effettivamente era stato conferito. I quantitativi venivano poi aggiustati nel complesso della produzione di tutti i soci.